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Studio Oculistico prof. A. Di Giovanni, Napoli.
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Lo Studio Oculistico Di Giovanni è a Napoli e affianca alla attività clinica un Servizio di consulenza in rete. Oltre
che nelle
normali attività diagnostiche (visita oculistica, misurazione
vista,tonometria, fondo oculare, esame della motilità oculare), è specializzato in Chirurgia con laser ad eccimeri (correzione di miopia, ipermetropia e astigmatismo con Laser: PRK - LASIK - LASEK), Glaucoma (visite e tests specifici per la diagnosi e la cura di questa patologia), Oftalmologia pediatrica (difetti visivi e strabismo nei bambini). Lo Studio Oculistico Di Giovanni è, inoltre, uno dei pochi Centri in Italia che si interessa in modo specialistico di Uveite, di complicazioni oculari in corso di malattie reumatiche e autoimmuni, di terapia medica dell'esoftalmo tiroideo e di Patologia Corneo-Congiuntivale (diagnosi e cura delle infiammazioni interne dell'occhio, diagnosi e cura della congiuntivite allergica, infettiva e da alterazione del film lacrimale; diagnosi e cura delle patologie della Cornea; esami di laboratorio e strumentali per patologie della Cornea e della Congiuntiva di difficile diagnosi e terapia). Lo Studio Oculistico Di Giovanni offre, inoltre, servizi di Consulenza per altri Studi Oculistici nel campo della patologia corneo-congiuntivale. Il prof. Alfredo Di Giovanni, medico chirurgo specialista in Oculistica, è docente presso l'Università del Molise e la Scuola di Specializzazione di Oculistica dell'Università di Ferrara.
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di controllo della vista
da wikipedia: I sintomi possono scomparire senza alcuna cura ma il trattamento può aiutare ad aumentare la probabilità e la durata delle remissioni.Gocce di lacrime artificiali o unguenti possono essere un buon rimedi per i casi più leggeri. Gocce con piccolo dosaggio di steroidi come il prednisone. il fluorometholone. o il rimexolone. Le gocce con steroidi devono essere usate con attenzione. e la pressione. del bulbo oculare deve essere misurata regolarmente durante la terapia. Le Lenti a contatto morbide curative proteggono la cornea dallo sfregamento con la palpebra riducendo il numero e la gravità delle lesioni. La Ciclosporina è una terapia sperimentale per la TSPK. È usata comunemente per i trapianti dal momento che riduce la risposta del sistema immunitario. Intervento chirurgico al laser generalmente sconsigliato. Chirurgia refrattivaDa Wikipedia l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione. cercaLa chirurgia refrattiva è una tecnica chirurgica che viene usata per correggere intervenendo sulla cornea i vizi refrattivi dovuti ad un difetto di focalizzazione.delle immagini sulla retina.Tali difetti possono essere la miopia l'ipermetropia e l'astigmatismo (a seconda che l'immagine sia focalizzata davanti o dietro la retina o sdoppiata). Questi difetti la cui entità viene espressa in diottrie e nel caso dell'astigmatismo anche da un asse che ne indica l'orientamento possono essere corretti ricorrendo a diverse tipologie di intervento. La classificazione. primaria è tra chirurgia corneale e intraoculare.I suddetti difetti possono essere normalmente corretti senza rischi con l'uso di occhiali e lenti a contatto. L'intervento chirurgico è generalmente consigliato solo quando tali strumenti non sono ben sopportati: difetti forti difetti molto sbilanciati tra un occhio e l'altro casi di intolleranza alle lenti o attività lavorative dove l'uso di lenti costituisca un problema (ad esempio l'aviazione). Il valore del difetto viene misurato durante un apposita visita durante la quale il medico ottiene una serie di dati per la corretta esecuzione.dell'intervento dei quali i più importanti sono: la misurazione. della vista (cicloplegia) la correzione refrattiva la topografia corneale lo spessore corneale il diametro pupillare.L'intervento è definitivo ma richiede un periodo di assestamento di qualche mese e non c'è garanzia dell'ottenimento di una visione. perfetta (10/10). Sebbene la capacità visiva migliori sempre talvolta può permanere un piccolo residuo refrattivo. Nel caso il risultato ottenuto non fosse soddisfacente si può ricorrere ad un intervento correttivo successivo ove possibile.Indice [nascondi]1 Chirurgia refrattiva corneale 1.1 PRK 1.2 LASEK 1.3 LASIK 1.4 WG-PRK e WG-LASIK 1.5 Termocheratoplastica 1.6 Cheratotomia radiale 1.7 Epicheratoplastica 1.8 Anelli intrastromali 2 Chirurgia refrattiva intraoculare 3 Bibliografia [modifica] Chirurgia refrattiva cornealeLa correzione.dei difetti refrattivi avviene mediante un'ablazione del tessuto corneale che rimodella la cornea in modo da creare una sorta di lente biologica che corregge il difetto del paziente. Le tecniche più moderne fanno uso di un laser controllato da computer per limare la cornea con grande precisione.Questi interventi sono poco invasivi e avvengono senza necessità di degenza in anestesia locale con l'applicazione di collirio anestetico. Il medico utilizza costantemente un microscopio operatorio per osservare la cornea.Viene richiesta una buona collaborazione da parte del paziente ed una corretta esecuzione della terapia assegnata dal medico sia pre che post operatoria. Anche se semplice e di veloce esecuzione si tratta pur sempre di un intervento chirurgico e non deve essere sottovalutata la sua importanza e soprattutto i possibili effetti indesiderati.[modifica] PRKLa tecnica PRK (acronimo di PhotoRefractive Keratectomy fotocheratotomia refrattiva) è efficacie su miopia e/o astigmatismo non troppo elevati. Si utilizza il laser a eccimeri che asporta i tessuti per evaporazione con la precisione del micron. Il medico asporta prima manualmente la parte superficiale della cornea detta epitelio poi esegue il laser. Una volta finito applica una lente a contatto protettiva che sarà tolta durante i successivi controlli quando l'epitelio si sarà riformato o quando il medico lo riterrà opportuno.Effetti collaterali nei primi giorni possono essere dolore lacrimazione senso di corpo estraneo fotofobia. Altri effetti temporanei ma più lenti a scomparire possono essere ipermetropia dovuta all'eccessiva correzione e opacizzazione dovuta alla cicatrizzazione. Solo in rari casi la cicatrizzazione può lasciare tracce permanenti che riducono la qualità della vista.[modifica] LASEKLASEK (acronimo di LASer Epithelial Keratomileusis cheratomileusi laser epiteliale) è un trattamento abbinato al PRK che prevede la conservazione.dell'epitelio originale anziché la sua rimozione. L'epitelio viene preservato con una soluzione chimica sollevato ma non completamente asportato e ribaltato di lato. Quindi si applica il laser come nel PRK e infine si riporta l'epitelio nella sua posizione originale dove si risalda da solo (senza punti di sutura). La lente a contatto protettiva si applica sopra l'epitelio rimasto in buona parte intatto; non occorre quindi attendere che si riformi da zero. È molto importante non urtare o strofinare l'occhio per qualche giorno.[modifica] LASIKLa tecnica LASIK (acronimo di LASer In situ Keratomileusis cheratomileusi laser in sito) è un trattamento misto abbinato al laser ad eccimeri.Prima di applicare il laser il chirurgo rimuove un sottile strato di cornea usando un microcheratomo o micropialla (laser o meccanico). Questa fetta di tessuto non viene eliminata ma ribaltata di lato per creare un "flap" corneale una specie di sportello sotto il quale viene effettuato il laser. La modellazione avviene quindi all'interno della cornea e promette risultati migliori per miopie elevate. Al termine lo strato di cornea viene riposizionato e si risalda da solo (senza punti di sutura). È molto importante non urtare o strofinare l'occhio per qualche giorno.Rispetto al PRK-LASEK il LASIK causa in genere meno fastidi e un recupero più veloce ma è una tecnica più invasiva nei confronti della cornea. In rari casi traumi possono causare dislocazione degli strati corneali anche anni dopo l'intervento.[modifica] WG-PRK e WG-LASIKWG-PRK (acronimo di Wavefront Guided PhotoRefractive Keratectomy fotocheratotomia refrattiva guidata da fronte d'onda) è un termine molto recente che indica il trattamento PRK guidato da una mappa aberrometrica dell'occhio del paziente. Discorso analogo per il WG-LASIK. Sono anche detti laser di quarta generazione.in cui non si tiene solo conto della refrazione oculare ma più precisamente della mappa aberrometrica.[modifica] TermocheratoplasticaDi recente introduzione è utilizzata solo nei casi di ipermetropia e astigmatismo si serve di laser a olmio che sfrutta l'effetto di contrazione termica. Analoga alla PRK ma è possibile una diminuzione della correzione ottenuta col passare del tempo.[modifica] Cheratotomia radialeE' un intervento già in uso dal 1977 che non si serve del laser ma del bisturi diamantato per modificare la curvatura della cornea. Sebbene molti lo considerino superato altri lo ritengono ancora efficace in alcuni casi di miopie basse ed astigmatismo. Le sue varianti sono la cheratotomia curva e trasversa applicate all'astigmatismo.[modifica] EpicheratoplasticaConsiste nell'applicazione di una porzione di cornea proveniente da un donatore lavorata come se fosse una lente a contatto sulla cornea del paziente tramite sutura.[modifica] Anelli intrastromaliSono segmenti semicircolari di materiale plastico inseriti nello spessore della cornea (stroma) al fine di modificarne la curvatura centrale. La particolarità di questo intervento corneale è la reversibilità.[modifica] Chirurgia refrattiva intraoculareComprende tecniche che prevedono l'impianto di lenti correttive artificiali all'interno dell'occhio dietro o davanti all'iride o addirittura la sostituzione del cristallino naturale con uno artificiale. Sono tecniche riservate a casi molto gravi e particolari come cristallino già affetto da cataratta precoce. Non sono poco invasive come le tecniche corneali; espongono a tutte le complicanze legate agli interventi che prevedono l'apertura del bulbo.DacriocistiteDa Wikipedia l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione cerca Questa voce di medicina è solo un abbozzo: contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia. Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici - Leggi il disclaimer La dacriocistite è l'infiammazione del sacco lacrimale il cui nome scientifico è DACRIO.E' possibile distinguere varie forme di dacriocistite che comprendonouna forma neonatale ovvero l'ostruzione congenita del dotto lacrimale (chiamata dacriostenosi): il neonato presenta epifora edema palpebrale e fuoriuscita di pus dopo la spremitura del sacco lacrimale. La patologia in genere è auto-risolutiva in 6 mesi può tuttavia essere utile l'impiego di antibiotici e il massaggio locale nella regione del sacco. negli adulti l'infiammazione è causata in genere da pneumococchi o streptococchi. una forma acuta che consegue in genere all'ostruzione.del canale nasolacrimale. Il soggetto presenta dolore nella regione del sacco lacrimale arrossamento locale edema del tessuto fuoriuscita di pus dopo la spremitura del canale lacrimale. La terapia si fonda sull'uso di antibiotici locali e generali. una forma cronica che in genere è l'evoluzione di una dacriocistite acuta la quale col passare del tempo può portare al restringimento e all'occlusione delle vie lacrimali. Il soggetto presenta epifora che ne è il sintomo principale che si accompagna alla fuoriuscita di pus in seguito alla compressione della regione del sacco. La terapia antibiotica può rivelarsi insufficiente in questa forma di dacriocistite rendendo quindi necessario il ricorso alla chirurgia. Il trattamento chirurgico prevede la creazione di una comunicazione tra sacco lacrimale e meato nasale superiore permettendo il deflusso delle lacrime. Degenerazione maculare senileDa Wikipedia l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione cerca Questa voce sembra trattare lo stesso argomento della voce degenerazione maculare. Contribuisci unendo i contenuti in una pagina unica seguendo le linee guida. (Vedi anche la lista delle altre pagine da unire). Questa voce di medicina è solo un abbozzo: contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.La degenerazione maculare senile o DMS è una patologia multifattoriale che colpisce la parte centrale della retina in zona maculare ad andamento progressivo che può portare alla perdita completa ed irreversibile della visione centrale.Indice [nascondi]1 Forme 1.1 DMS secca 1.2 DMS essudativa 2 Voci correlate [modifica] FormeLa degenerazione.si presenta in due differenti forme:Secca o non essudativa Essudativa o neurovascolare [modifica] DMS seccaComprende circa il 90% della casistica di persone soggette a questa patologia.Le caratteristiche peculiari:Assenza di edema maculare Drusen dure; sulla zona maculare si formano depositi proteici e glicemici dovuti al riassorbimento sanguigno. I bordi sono definiti. Non sono presenti emorragie sotto retiniche [modifica] DMS essudativaComprende circa il 10% della casistica patologica.Le caratteristiche peculiari:Presenza significativa di edema maculare Drusen molli; i depositi hanno diffusione spaziale maggiore con bordi indistinti. Il richiamo di vasi sanguigni legati all' ipossia derivante tendono ad aumentarne l' entità. Presenza frequente di emorragie sotto retiniche. DiottriaDa Wikipedia l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione cerca Questa voce di fisica è solo un abbozzo: contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.La diottria è l'unità di misura del potere di rifrazione di un sistema ottico ([m-1]). Esprime la capacità di un mezzo trasparente di modificare l'andamento della luce. In ottica è l'unità di misura della potenza di una lente correttiva. Essa è uguale al reciproco della distanza focale espressa in metri di una lente di un sistema ottico.[modifica] EsempioPer l'occhio umano la distanza focale è circa f(norm) = 17 mm. Un occhio miope ha la stessa distanza focale di un occhio normale ma essendo più lungo ha bisogno di una maggiore distanza focale affinché i raggi luminosi convergano sulla retina. Ad esempio supponiamo che sia un mm più lungo e che quindi abbia bisogno di una distanza focale F = 18 mm.Volendo correggere il difetto di vista si dovrà utilizzare una lente divergente di distanza focale f(corr).In un sistema di lenti composte è 1/F = 1/f(norm) + 1/f(corr)da cui1/f(corr) = 1/F - 1/f(norm) = -1/306 mm-1 = -0.0033 mm-1 = -3.3 m-1Cioè 1/f(corr) = -3.3 m-1 = -3.3 diottriePer una correzione di tale miopia sarà quindi necessaria una lente negativa (convessa) da 3.25 diottrie (poiché tipicamente le lenti per la correzione di difetti refrattivi vengono misurate in passi da 0.25).[modifica] Strumentazione di misuraLo strumento ottico utilizzato per misurare il potere diottrico di una singola lente è il frontifocometro.Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Diottria"Il distacco della retina (Ablatio retinae) è una patologia pericolosa dell'occhio che si presenta in seguito al sollevamento della neuroretina dall'epitelio pigmentato. La neuroretina (la componente retinica costituita dai fotorecettori e tutte le cellule nervose che permettono la trasmissione del segnale visivo)si trova adesa allo strato dell'epitelio pigmentato che permette il passaggio di materiali di nutrimento dalla sottostante coroide e permette la degradazione degli elementi esterni dei fotorecettori.Le forze di trazione del corpo vitreo sulla retina (in particolare in corrispondenza di zone.retiniche di minore resistenza (aree degenerative regmatogene) inducono rotture della retina quindi si accumula liquido al di sotto della neuroretina che si solleva dall'epitelio pigmentato. A seconda della patogenesi si distinguono diversi tipi di distacco di retina: a) Distacco di retina regmatogeno (sec. a rotture da trazione vitreoretinica) b) Distacco di retina post-traumatico c) Distacco di retina trazionale (es. sec. a retinopatia diabetica proliferante) d) Distacco di retina secondario (sieroso da neoformazione sottoretinica)Se la retina con le sue cellule nervose e i suoi fotorecettori non viene più nutrita tramite il contatto con l'epitelio pigmentoso si arriva già dopo 48 ore ad una perdita funzionale parzialmente irreparabile delle porzioni di retina colpite. La retina può essere nuovamente attaccata all'epitelio pigmentoso tramite operazione. La capacità visiva della retina coinvolta può migliorare a seconda del periodo di tempo in cui è stata staccata. Senza operazione si incorre in un totale distaccamento della retina e quindi nella cecità dell'occhio coinvolto. A lungo termine subentra il rischio di Phthisis bulbi e perciò di perdita dell'occhio.I primi campanelli d'allarme sono la comparsa di lampi di luce (trazione.del corpo vitreo) e "visione di corpi volanti - miodesopsie" (dovuti alla disorganizzazione.del gel vitreale distaccato dalla parete oculare). Un distaccamento della retina in avanzamento si manifesta con una restrizione del campo visivo simile a quella di un sipario e in caso di distacco della macula retinica anche in una perdita fulminante della capacità di lettura dell'occhio coinvolto.[modifica] Prevenzione. L'unica prevenzione è la visita oc ulistica periodica per il riconoscimento ed il follow up di aree degenerative regmatogene che vanno in determinati casi trattati con fotocoagulazione laser. Gli oculisti consigliano ai gruppi a rischio (miopia elevata lampi di luce o visione con "mosche volanti") di evitare attività che comportino traumi o bruschi movimenti del capo e dell'occhio.[modifica] Collegamenti esterniEmianopsiaDa Wikipedia l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione.cercaL'emianopsia è la perdita della vista in metà del campo visivo. Si distinguono vari tipi di emianopsie:emianopsia bitemporale (perdita del campo visivo temporale per lesione mediana del chiasma ottico); emianopsia binasale (perdita del campo visivo nasale per lesione bilaterale ad entrambi i margini del chiasma ottico estremamente rara); emianopsie eteronime destra e sinistra (perdita del campo visivo destro o sinistro per lesione rispettivamente del tratto ottico di destra e di sinistra); emianopsie altitudinali (perdita della metà superiore o inferiore del campo visivo per lesione bilaterale delle radiazioni ottiche o della corteccia visiva quando le lesioni sono monolaterali si parla di quadrantopsia ossia la perdita di un solo quadrante del campo visivo). Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Emianopsia"Ipovisione.
Da Wikipedia l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione cercaIndice [nascondi]1 Definizione. 2 Classificazione della visione.
ridotta 3 Anomalie associate 4 Metodi correttivi 4.1 Ridotta acuità visiva 4.1.1 Ingrandimento della distanza relativa 4.1.2 Ingrandimento angolare 4.1.3 Ingrandimento di grandezza relativa 4.2 Ridotto campo visivo 5 Voci correlate [modifica] Definizione. L'ipovisione è un'alterazione dell'apparato visivo umano che ha come risultato una acutezza visiva molto ridotta tale da avere profonde conseguenze sulla vita quotidiana. Può essere causata da vari fattori congeniti o acquisiti.Il termine ipovisione definisce in realtà disturbi della vista molto diversi fra loro che vanno dalla visione profondamente sfocata alla restrizione del campo visivo come se si guardasse il mondo attraverso un tubo alla presenza di macchie oscure che coprono le immagini. Spesso l'ipovisione grave è un passaggio verso la definitiva cecità.[modifica] Classificazione della visione ridottaPer indicare il deficit visivo che porta ad avere una visione ridotta esiste una classificazione specifica:La cecità o amaurosi è definita totale quando l'occhio non percepisce totalmente la luce La cecità funzionale è presente quando il sistema visivo percepisce la luce ma è incapace di rendere la percezione delle forme. La cecità legale è presente quando la percezione inferiore ad 1/10 non permette l'autonomia del soggetto o quando l'estensione del campo visivo è inferiore ai 30°. l' ipovisione è definita da un angolo di campo visivo superiore ai 30° e da una visione inferiore od uguale ai 3/10. La collocazione in fascia d'età è definita statisticamente in un range compreso tra i 65 e gli 84 anni.[modifica] Anomalie associateL'ipovedente presenta una ridotta acuità visiva e spaziale associata generalmente ad una limitazione del campo visivo. Le patologie che possono portare a questo deficit visivo sono molteplici:Albinismo Ridotta acuità visiva centrale fotofobia per assenza di melanociti iridei e elevato errore refrattivo. Diabete Riduzione dell'acuità centrale dovuta ad edema retinico. Anomalie della cornea Essenzialmente il cheratocono in stadio avanzato opacità di superficie leucomi. Toxoplasmosi Associata alla corioretinite generata si ha un notevole calo dell'acuità visiva centrale. Retinite pigmentosa L'atrofia dei recettori retinici deputati alla visione notturna e periferica i bastoncelli provocano una diminuzione sensibile della visione notturna e del campo visivo. Degenerazione maculare senile e giovanile A causa dello scotoma centrale che si verifica in presenza di questa patologia il visus decade profondamente. Glaucoma Si può presentare una riduzione o del campo visivo periferico o di quello centrale. [modifica] Metodi correttiviNei casi di ipovisione lieve è possibile il miglioramento della focalizzazione per lontano applicando anteriormente all'occhio un foro stenopeico che riduce però maggiormente il campo visivo. I metodi correttivi essenzialmente utilizzati seguono due criteri principali:Ridotta acuità visiva si utilizzano ausili ottici e non ottici che forniscano un ingrandimento. Riduzione del campo visivo si utilizzano ausili ottici che permettono un apparente ampliamento dell'angolo. [modifica] Ridotta acuità visivaVengono utilizzati ausili ingrandenti capaci di aumentare la grandezza dell'immagine. Per aumentare l'ingrandimento si agisce con tre metodologie diverse:Ingrandimento della distanza relativa attraverso ausili ottici Ingrandimento angolare attraverso ausili ottici Ingrandimento di grandezza relativa attraverso ausili non ottici. [modifica] Ingrandimento della distanza relativaQualsiasi oggetto osservato a minore distanza crea sulla retina un'immagine di dimensioni maggiori. Partendo da questo presupposto gli ausili ottici utilizzati in questa metodologia sono essenzialmente lenti positive. L'ingrandimento è dato dal rapporto tra le distanze di osservazione con e senza ausilio.esempio: la distanza di osservazione è pari a 30 cm con l'ausilio a 3 cm. I=d/d' con d espresso in metri I=0 30/0 03=10X Il potere diottrico necessario per creare questo ingrandimento è dato dall'inverso della distanza espresso in metri. 1/d' 1/0 03=33 33DPer determinare l'ingrandimento necessario per ottenere l'acuità visiva richiesta è possibile rapportare questa con l'abituale. esempio Acuità visiva abituale 2/10 acuità visiva richiesta 4/10 I=4/2=2X[modifica] Ingrandimento angolare Per approfondire vedi la voce Telescopio. L'ingrandimento angolare è dato dal rapporto tra i due angoli sottesi dall'oggetto osservato e dalla relativa immagine fornita dagli ausili ottici. I principali utilizzati sono:telescopio galileiano telescopio kepleriano telescopio ad occhio d'ape Il telescopio galileiano è un sistema ottico semplice composto da una lente anteriore che funge da obiettivo positiva e da una posteriore che funge da oculare negativa. La lunghezza focale dell'obiettivo deve essere pari a quella dell'oculare sommata alla distanza. Da questo si evince che il potere diottrico della lente negativa è decisamente superiore. I vantaggi sono nella praticità dell'ausilio utilizzato con la limitazione ad un basso numero di ingrandimento.Il telescopio kepleriano si differenzia da quello galileiano per la presenza di due lenti entrambe positive distanziate da una distanza pari alla somma delle due lunghezze focali. Con questo ausilio si aumenta notevolmente l'ingrandimento e la percezione periferica anche se l'immagine viene capovolta. La lunghezza dell'ausilio risulta quindi maggiore rispetto al telescopio galileiano per la presenza di un prisma raddrizzatore dell'immagine.Il telescopio ad occhio d'ape è composto da tre telescopi affiancati. Viene ad aumentarsi notevolmente l'ingrandimento ma si perde essenzialmente nella focalizzazione dell'oggetto osservato.[modifica] Ingrandimento di grandezza relativaConsiste nel sovradimensionare l'oggetto considerato. Gli ausili non sono ottici ma utilizzano strumentazioni capaci di rendere ingrandita l'immagine attraverso un monitor.[modifica] Ridotto campo visivone i casi in cui si presenti una diminuzione nell'angolo del campo visivo bisogna considerare che gli ausili che consentono di aumentarlo tendono a ridurre l'acuità visiva. I sistemi utilizzati sono essenzialmente:telescopi invertiti prismi specchi lenti anamorfiche Il telescopio invertito generalmente utilizzato è quello galileiano visto in precedenza avente modesto ingrandimento.I prismi solitamente a struttura di Fresnel si applicano su un occhiale aventi le basi direzionate dallo stesso lato dell'anomalia per stimolare zone retiniche ancora funzionali.Gli specchi o a riflessione totale o semitrasparenti vengono posizionati dal lato opposto dell'anomalia del campo visivo. Applicati anch'essi ad un occhiale.Le lenti anamorfiche sono lenti oftalmiche cilindriche accoppiate capaci di comprimere la dimensione orizzontale dell'oggetto esaminato mantenendone inalterata l'altezzaLente a contatto.
Da Wikipedia l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione cercaLe lenti a contatto sono piccole lenti che vengono poste a contatto con gli occhi per correggere difetti di rifrazione Presentano molti vantaggi ma gli occhi di alcune persone non le tollerano anche perché limitano la respirazione oculare. Lenti a contattoIndice [nascondi]1 Cenni storici 2 Coefficiente di permeabilità e trasmissibilità all'ossigeno 3 Tipi di lenti a contatto 3.1 Lenti rigide 3.1.1 Lenti rigide non gas-permeabili 3.1.1.1 PMMA 3.1.2 Lenti rigide gas-permeabili 3.1.2.1 CAB 3.1.2.2 Copolimero di silossano 3.1.2.3 Fluoroacrilati 3.2 Lenti morbide 3.2.1 Morbide non idrofile 3.2.2 Morbide idrofile 4 Manutenzione.4.1 Lenti rigide 4.1.1 Pulizia 4.1.2 Disinfezione.4.1.3 Risciacquo 4.1.4 Lubrificazione.5 Vantaggi delle lenti a contatto rispetto agli occhiali 6 Bibliografia [modifica] Cenni storici Adolf Fick inventore delle lenti a contatto moderneLa nascita della lente a contatto si fa risalire a Leonardo da Vinci che nel 1508 verificò che immergendo l'occhio in una sfera contenente acqua esisteva un continuo ottico fra la superficie interna della sfera di vetro e quella esterna della cornea. Successivamente Cartesio nel 1636 pubblica La diottrica in cui perfeziona l'idea di Leonardo spiegando che un tubo riempito d'acqua e appoggiato sulla cornea avente una lente all'estremità che sia perfettamente sovrapponibile alla cornea stessa annulla o riduce le anomalie refrattive dell'occhio. Le lenti a contatto modernamente intese vanno fatte risalire alle scoperte di A.E. Fick E. Kalt A.E. Muller rispettivamente in Svizzera Francia e Germania. Queste lenti erano in materiale vetroso ad appoggio sulla sclera di grande diametro e mal sopportate fisiologicamente. Le prime lenti in materiale plastico si devono a due ricercatori americani Dallos e Fleinbloom. I vantaggi rispetto al vetro sono immediati diminuendo notevolmente il peso. Le prime lenti a contatto corneali rigide nascono nel 1950 aventi diametro inferiore a quello corneale progettate da Bier. Agli inizi degli anni '60 due ricercatori cecoslovacchi Lim e Wichterle progettarono le prime lenti a contatto in gel le morbide.[modifica] Coefficiente di permeabilità e trasmissibilità all'ossigenoIl coefficiente di permeabilità è indicato col termine Dk dove D è è uguale al coefficiente di diffusione di un gas attraverso un materiale e K il coefficiente di solubilità dello stesso. Questa caratteristica ovvero la capacità di un materiale a trasmettere attraverso esso il gas è fissa per ogni polimero ma può variare con la temperatura. Fattore di forte influenza nel passaggio dell'ossigeno è anche lo spessore della lente presa in esame. Una corretta valutazione della permeabilità non può quindi non prescindere da esso. Per definire quindi l'esatto apporto di ossigeno proveniente alla cornea con l'applicazione di lenti a contatto bisogna parlare di trasmissibilità all'ossigeno ovvero del valore Dk posto in relazione con lo spessore l: Dk/l.[modifica] Tipi di lenti a contattoLe lenti a contatto si suddividono correttamente in due grandi famiglie in base ai materiali utilizzati per la loro costruzione:lenti rigide o polimeri vetrosi lenti morbide o polimeri gommosi [modifica] Lenti rigideLe lenti a contatto rigide vengono costruite sia con materiale non permeabile all'ossigeno che con materiali permeabili.[modifica] Lenti rigide non gas-permeabili[modifica] PMMAIl PMMA (polimetilmetacrilato) è l'unico materiale non permeabile utilizzato. Si ottiene dall'esterificazione dell'acido metacrilico con l'alcool metilico. Questo materiale è stabile duro ha elevata qualità ottica non è attaccabile da enzimi organici ed è ben tollerato dai tessuti coi quali viene a contatto. Per assenza di polarità non assorbe acqua e lega scarsamente con le sostanze contenute nel film lacrimale o lacrima.[modifica] Lenti rigide gas-permeabiliConosciute commercialmente anche con il nome errone o di semi-rigide.[modifica] CABIl primo materiale utilizzato per la loro costruzione fu il CAB (acetato butirrato di cellulosa). Rispetto al PMMA viene ad incrementarsi la flessibilità del polimero ma viene a determinarsi anche un'instabilità dimensionale che viene limitata aumentando lo spessore della lente a contatto stessa. Aumentando lo spessore diminuisce la trasmissibilità all'ossigeno.[modifica] Copolimero di silossanoPer migliorare la permeabilità e trasmissibilità dei materiali al CAB è stato aggiunto un copolimero di silossano. Il silossano è formato da un monomero di silicone ossigeno ed un radicale. Questo accorgimento ha permesso di aumentare la trasmissibilità all'ossigeno aumentando allo stesso tempo la stabilità dimensionale.[modifica] FluoroacrilatiLe lenti rigide gas-permeabili di ultima generazione vedono la scelta di materiali fluorurati che hanno portato a ridurre il coefficiente di attrito fra palpebra e lente a contatto aumentando il comfort diminuito la formazione di depositi proteici ridotto lo spessore mantenendo la stabilità dimensionale avendo maggiore durezza.[modifica] Lenti morbide Lente a contatto morbida applicataLe lenti a contatto morbide sono costruite con polimeri aventi la caratteristica fisica della morbidezza. Sono distinti principalmente in materiali idrofili e non idrofili.[modifica] Morbide non idrofileLenti
al silicone presentano un alto valore di permeabilità all'ossigeno ma sono essenzialmente idrofobiche. Per ridurre questa caratteristica deleteria nell'applicazione corneale si è arrivati ad aggiungere HEMA (Idrossimetilmetacrilato) con risultati non pienamente soddisfacenti.[modifica] Morbide idrofileCommercialmente le più diffuse sono costituite da polimeri ad alta idrofilia legate con quantità variabili di acqua. La capacità di trasmettere ossigeno da questo tipo di lenti dipende fondamentalmente dal suo livello di idratazione. La trasmissibilità è comunque modesta poiché lo spessore di queste lenti influisce negativamente verso l'apporto di ossigeno all'epitelio corneale. Le lenti morbide di ultima generazione in gel con media-alta idratazione sopperisce a queste limitazioni agendo proprio sugli spessori. Queste sono le lenti disposable o a cambio frequente attualmente le più commercializzate. Le lenti monouso permettono di eliminare il rischio di accumulo di depositi. Vengono cambiate ogni giorno (giornaliere) oppure esistono: quindicinali o mensili (hanno bisogno di manutenzione ordinaria conservanti o saponi).[modifica] Manutenzione. La manutenzione della lente a contatto ha lo scopo di mantenere integre nel tempo le caratteristiche chimico-fisiche del materiale.[modifica] Lenti rigideLa manutenzione ordinaria di queste lenti si divide in diversi processi: Pulizia Disinfezione. Risciacquo Lubrificazione.
Pulizia
L'azione di pulizia è essenziale per la rimozione dalla superficie della lente di muco e cosmetici e precede l'azione disinfettante della stessa. La presenza di questi composti diminuisce l'effetto di disinfezione effettuato posteriormente diminuisce la bagnabilità del materiale ed il comfort d'utilizzo.Gli agenti pulenti possono essere di natura anionica nonionica o anfotera. I secondi sono i tensioattivi maggiormente utilizzati per la loro caratteristica di emulsionare i lipidi solubilizzando i depositi e rimuovendo i contaminanti presenti nella lacrima.[modifica] Disinfezione. L'azione di disinfezione ha come scopo principale il prevenire uno stato patologico iniziale proveniente da un agente eziologico presente sulla superficie della lente a contatto.Le soluzioni utilizzate per la disinfezione sono composte da uno o più antisettici quali il benzalconio il thimerosal e la clorexidina e da un chelante quale l' EDTA.[modifica] RisciacquoL'azione di risciacquo ha la funzione di eliminare gli scarti provenienti dall'azione di disinfezione mantenere la bagnabilità della superficie e svolgere ruolo di tampone ovvero di mantenere il livello del PH su valori neutri o lievemente basici (intervallo PH=7 0/7 4). Le soluzioni utilizzate sono prevalentemente saline.[modifica] Lubrificazione. L'azione di lubrificazione è necessaria per mantenere l' idrofilia del materiale essenzialmente idrofobo. L'azione di ricopertura del film lacrimale protegge inoltre la superficie della lente durante l'applicazione prevenendo la trasmissione dalle dita di depositi sebacei.I componenti maggiormente utilizzati come agenti umettanti sono l' alcool polivinilico l' ossido di polietilene l' idrossietilcellulosa e la metil-cellulosa.[modifica] Vantaggi delle lenti a contatto rispetto agli occhialiRaffronto lenti a contatto morbide e rigide. MORBIDE RIGIDE Bassa ametropia Ametropia elevata Cornea regolare Cornea irregolare Forte midriasi Richiesta di alta trasmissibilità all'ossigeno Buona lacrimazione. Scarsa lacrimazione. Uso giornaliero saltuario Uso giornaliero permanente Attività sportiva Uso sedentario Assenza di patologia corneale Cheratocono Ipersensibilità alle lenti rigide Scarsa visione con lenti morbide Astigmatismo medio-basso Astigmatismo medio e alto OrtocheratologiaDa Wikipedia l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione.
cerca Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici - Leggi il disclaimer Si dice ortocheratologia la correzione di alcuni difetti visivi (ad esempio miopia ed astigmatismo) mediante particolari lenti a contatto rigide che modificano la curvatura della superficie corneale. Dato che la nuova forma acquisita dall'occhio seppur temporanea può essere mantenuta anche per più ore senza lenti queste vengono solitamente indossate durante la notte per evitare l'utilizzo di protesi quali occhiali o lenti a contatto normali durante il giorno.In questo senso l'ortocheratologia può essere considerata un'alternativa all'operazione ol laser ma molto meno rischiosa in quanto è possibile tornare alla situazione precedente l'adozione della terapia semplicemente smettendo di mettere le lenti a contatto.L'ortocheratologia moderna è tuttavia ancora relativamente giovane quindi non se ne conoscono con assoluta certezza tutti i possibili effetti dannosi a lungo termine o le controindicazione pertanto molti esperti sono scettici al riguardo se non aperti detrattori.Lo pterigio è una malattia della superficie dell'occhio determinata da una esuberante crescita della congiuntiva sulla cornea. Si differenza dalla pinguecola per la caratteristica di quest'ultima di non invadere la cornea particolarità tipica invece dello pterigio.Tale patologia risulta molto lenta nella crescita e si presenta con maggior frequenza negli adulti con più di 50 anni. La compartecipazione di altre patologie locoregionali o sistemiche non sembra esser rilevante. Nei paesi tropicali l'età di comparsa è sensibilmente anticipata e si presenta frequentemente in maniera bilaterale.Necessita di trattamento chirurgico solamente quando determina alterazioni della capacità visiva. Il trattamento post operatorio consiste in terapia locale antibiotico-steroidea per un periodo di circa un mese. Il ritorno alla vita sociale è immediato.SaccadeDa Wikipedia l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione cerca Questa voce di medicina è solo un abbozzo: contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia. Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici - Leggi il disclaimer La saccade è un movimento brusco dell'occhio che permette di spostare la fissazione da un punto all'altro. Velocità molto elevata sino a 400°/s con latenza di 0 2s. Maggiore è l'entità della saccade minore è la precisione nel movimento.Indice [nascondi]1 Origine 2 Manifestazione.
3 Appartenenza 4 Voci correlate [modifica] OrigineLe saccadi originano probabilmente dal lobo frontale controlaterale della corteccia nella zona ottico-motoria area VIII di Brodmann.[modifica] Manifestazione Deputata al sistema motorio oculare la saccade viene generata attraverso alcuni passaggi fissi:Oggetto individuato dall'apparato visivo Valutazione della localizzazione spaziale rispetto alla fovea Sospensione momentanea della percezione visiva Manifestazione della saccade Verifica della posizione della fissazione Tonaca
fibrosa Wikipedia l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione.
cerca Questa voce di medicina è solo un abbozzo: contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.La tonaca fibrosa è la più esterna delle tre tonache concentriche che costituiscono il bulbo oculare. La tonaca fibrosa forma la cornea e la sclera; la tonaca sottostante intermedia vascolare e pigmentata forma l'uvea; mentre la tonaca più interna neuro-sensoriale forma la retina.Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Tonaca_fibrosa"Visione. binoculareDa Wikipedia l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione. cercaLa visione. binoculare è la caratteristica del sistema visivo propria di alcune specie animali per cui un'immagine viene proposta sul piano retinico da entrambi gli occhi.Quando entrambi gli occhi partecipano a formare un'unica percezione. visiva si parla di binocularità se invece generano percezioni separate si parla di biocularitàIndice [nascondi]1 Generalità 1.1 Direzione. visiva e punti corrispondenti 1.2 Oroptero e diplopia fisiologica 2 Percezione. binoculare 2.1 Percezione. simultanea 2.2 Fusione. 2.3 Stereopsi 3 Fonti [modifica] GeneralitàIl presupposto indispensabile per l' organizzazione. della visione. binoculare è che entrambi gli occhi osservino una stessa area dello spazio e che non siano presenti deviazioni degli assi visivi.[modifica] Direzione. visiva e punti corrispondentiL'organizzazione. dello spazio visivo prende come riferimento la fovea; un oggetto che forma la sua immagine su un'area retinica posta temporalmente e verso il basso rispetto ad essa viene localizzato come proveniente dall'alto e dal lato nasale cioè diametralmente opposta. Questa localizzazione. è detta foveocentrica. I campi visivi dei due occhi sono legati reciprocamente; ad un'area retinica dell'occhio destro corrisponde un'altra dell'occhio sinistro in posizione. omologa. Le due fovee sono i punti corrispondenti principali e la restante parte dell'area retinica viene organizzata anch'essa per aree corrispondenti. Per questo motivo la direzione. visiva risultante appare come originata da un occhio posto al centro dei due reali. Questa direzione. visiva viene quindi definita ciclopica.[modifica] Oroptero e diplopia fisiologicaOroptero è quella porzione. di spazio in cui gli occhi percepiscono un'immagine su aree retiniche corrispondenti i cui punti vengono visti singolarmente. La scoperta è attribuita a Vieth nel 1818. La porzione. di spazio esterna a questa area circolare definita oroptero viene percepita doppia poiché non stimola aree retiniche corrispondenti. Questo fenomeno è definito diplopia fisiologica.[modifica] Percezione. binoculareSuddivisione. del processo evolutivo e cognitivo dell'apparato visivo umano proposto da Worth nel 1915 la percezione. binoculare è composta da diversi fenomeni:percezione. simultanea o diplopia fusione. stereopsi Ogni fenomeno è di livello superiore al precedente e la presenza del grado più elevato la stereopsi prevede la presenza dei due precedenti.[modifica] Percezione. simultaneaLa percezione. simultanea è la capacità di percepire contemporaneamente le immagini sui due occhi. In questa situazione. è assente la soppressione. di uno dei due occhi è presente la biocularità ma assente la binocularità.[modifica] Fusione. La fusione. è una capacità visiva successiva alla percezione. simultanea e presenta una compone. nte motoria ed una sensoria. La prima implica l'attività dei muscoli estrinseci oculari per il posizionamento degli assi visivi sull'oggetto interessato. La seconda è relativa alla capacità psichica di formare da due immagini retiniche simili una rappresentazione. visiva singola.[modifica] StereopsiLa stereopsi è la capacità percettiva che consente di unire le immagini provenienti dai due occhi che a causa del loro diverso posizionamento strutturale presentano uno spostamento laterale. Questa disparità viene sfruttata dalla psiche per trarre informazioni sulla profondità e sulla posizione. spaziale dell'oggetto mirato.ALTRE KEY WORDS: ASL NA 2 Napoli Fonti Bacoli Monte di Procida Quarto Lago Patria giugliano Ischia Procida qualiano.dermatologia estetica dermoestetica chirurgia plastica intervento occhiali laser trattamento trattamenti distretto Congiuntivite iperemia congiuntivale occhi rossi occhio rosso cheratite cheratiti virale virus febbre uveite uveiti cornea corneale congiuntiva congiuntivale. Prurito grattare grattarsi gratta secrezione. al mattino occhio gonfio chiuso edema edematoso edematosi bruciore brucia durante la giornata sabbia sensazione. di corpo estraneo. Napoli campania provincia di Napoli vomero tangenziale uscita vomero o arenella.ambrosia allergia allergie polline pollini congiuntivite Cialis levitra Propecia Lucentis lenti fachiche lenti a fissazione. iridea infiammazione. macugen irritazione. occhi occhio mal di mare mal d'auto mal d'aria sintomi terapia intravitreale con Triamcinolone. Acetonide terapia trattamento cura fastidio stanchezza oftalmologia ophthalmology drenaggio drenante chat a distanza consulenza cosmetica estetica xantelasmi xantelasma nei nevi rimozione. asportazione. correzione. chirurgia estetica Avastin Lucentis cellulite orbitaria ruga antivirale neovascolarizzazione. VEGF piano terapeutico glaucoma filler diatermocoagulazione. acido ialuronico botulino peeling rughe borse sotto gli occhi farmaci antivirali chirurgia estetica blefaroplastica lipimix netildex flumezina Poliambulatorio privato o pubblico ricovero day hospital surgery superficie causticazione. pemfigoide dry eye grave mucosa mucose gravità trapianto autotrapianto membrana amniotica sostituzione. artificiale esperienza medica stato dell'arte campania provincia regione. comune di napoli zona di citophase systane agrigento alessandria ancona arezzo aosta ascoli piceno asti avellino bari belluno benevento bergamo biella bologna bolzano brescia brindisi cagliari caltanissetta campobasso, caserta catania catanzaro cesena chieti como cosenza cremona crotone. cuneo enna ferrara firenze foggia forli frosinone. genova gorizia grosseto imperia isernia l'aquila la spezia latina lecce lecco livorno lodi lucca macerata mantova massa carrara matera messina milano modena napoli novara nuoro oristano padova palermo parma pavia perugia pesaro pescara piacenza pisa pistoia pordenone. potenza prato ragusa ravenna. reggio calabria reggio emilia rieti rimini roma rovigo salerno sassari savona siena siracusa sondrio taranto teramo terni torino trapani trento treviso trieste udine urbino varese venezia mestre verbania, vercelli verona nuova vibo valentia vicenza viterbo abruzzo emilia romagna lombardia puglia trentino alto adige basilicata friuli venezia giulia marche, sardegna umbria calabria lazio nuovo molise sicilia valle d'aosta campania liguria piemonte toscana veneto sensibilità sensibilizzazione. fotosensibilità nuovi fotosensibilizzazione. systane procedure diagnostiche, avanzate nuove novità cellule staminali ricerca eosinofili linfociti neutrofili macrofagi antistaminici stabilizzatori di membrana. patologia corneo congiuntivale. neuroprotezione. memantina apoptosi ricerche citicolina elettrofisiologia dosaggio validità prescrizione. nota 78 budget farmaco economia medico di base medici di base convenzione. accreditamento convenzionati accreditati irritazione. agli occhi occhi irritati occhi rossi occhi infiammati. occhi secchi occhi asciutti occhi sporchi occhi dolenti dolore all'occhio dolore agli occhi metodo Bates accommotrac ibis tecniche di rilassamento visivo medicina alternativa biofeedback centri antidiabetici diabetologia dieta neurofibromatosi ipovisione. ipovedenti riabilitazione. visione. eccentrica ulcera corneale ulcera settica ulcera steile pediatria tampone. congiuntivale batterico e micotico antibiogramma lacrime artificiali terapia riabilitativa auxologia esoftalmo tireotossicosi ipertiroidismo statistica medica onde elettromagnetiche riscaldamento trigemino esercizi ortottici studi legali sentenze CTU perito di parte perizia su danni oftalmologici parametri tabelle in rete gratuito prestazione. gratuita gratuite salute degli occhi utilizzo del laser recupero visivo giorni lavorativi di lavoro persi precauzioni non in estate nel periodo invernale autunno inverno primavera detergente detergenti implicazioni legali applicazione. LAC età neonatale trattamento personalizzato customizzato riabilitazione. visiva Acanthamoeba aspetti giuridici attività sportive ortocheratologia danno permanente alterazioni permanenti evaporazione. lacrimale visita preliminare cheratocono iniziale molecole di adesione. proteasi chemiotassi complemento portatore di LAC warpage mappa corneale morfologia soleko Janus zona ottica classificazione. super vista aberrometria autorefrattometro misurazione. scansione. flying spot ipersensibilità reazione. reazioni allergiche idrofilia fundus lenti asferiche asfericità indagini indagine istologia etiologia simulazione. ablazione. fotoablazione. astigmatismi irregolari miopia infantile. anisometropia contraccezione. menopausa ciclo mestruale e uso di lentine corneali pemfigoide oculare erosione. tiroide tiroidite tiroiditi autoimmuni connettivo sclerodermia lupus eritematoso parinaud chiasma sindromi chiasmatiche arteria cerebrale ghiandolare ghiandolari oculo sondaggio soppressione. dominanza spettro visibile stella maculare stilling concomitante paralitico. sulfamidici Sturge Weber sublussazione. tabe tarsorafia tabelle tabella Tay Sachs misurazione. misura diuretico diuretici coagulazione. cardioaspirina aspirinetta tesaurismosi, melanina farnsworth torcicollo triade tritanopia Tyndall ulcera Mooren urea dialisi insufficienza renale varici vorticose vene fotopica mesopica scotopica xerosi xerosis apnea. marfan dermatologia malattie dermatologiche Lyell invecchiamento vecchiaia ustione. caustici sostanze chimiche idone. ità al lavoro servizio militare esone. ro esenzione. parassiti funghi nuoto ed attività subacquea sub immersioni immersione. calcio e LAC polvere tennis e LAC sepsi essudati ed emorragie eziopatogenesi eziologia betadine pulizia enzimatica enzimi disciplina penale atto di consenso occhi chiari azzurri grigi occhi verdi sensibilità alla luce fotofobia occhi scuri pigmentazione. alimenti antiossidanti alimentazione. integratori magnesio potassio borse oculista composite granuloma apicale ascesso dentario denti uveite omega 3 dieta disidratazione. stress botulino rughe tossina botulinica ruga cellulite orbitaria estrogeni gravidanza menopausa pillola anticoncezionale. secchezza vento smog fumo androgeni progesterone. tensione. battericida maquillage ipertiroidismo, ipotiroidismo T3 T4 FT3 FT4 TSH esoftalmo umido. occhi umidi aggravemento peggioramento della miopia caffè acqua acidi grassi caduta delle ciglia ritmo circadiano curva nictemerale variazioni giorno notte ammiccamento alternanza strabologia recupero visivo flash PEV ERG pattern neuroftalmologia elettrofisiologia, test elettrofisiologici miografia elettroculogramma frequenza spaziale simulazione. miopizzazione. ipermetropizzazione. punto corneale punti corneali sutura continua a punti staccati cornee liofilizzate liofilizzata controlli sierologici scomposizione. e movimento fotoni che attivano i coni fotone. per bastoncello terzo occhio. Napoli Studio Oculistico Alfredo Di Giovanni edema maculare cistoide ICG FAG esperto oculisti esperti in centri di riferimento centro di riferimento in Italia all'estero età pediatrica pediatria adolescenza neonato età neonatale, neonati torcicollo nistagmo vertigine vertigini reumatologia neurologia disturbi neurologici e oculistica medicina interna alzheimer midriatici midriasi attacco acuto di glaucoma timicon 2 e 4 pilodren equiton miotici atropino simili tropicamide prova dei colliri test da carico idrico curva tonometrica, genoma. DNA genetica fenotipo genotipo segni prognostici negativo positivo scoperte bimatoprost latanoprost flogosi analgesico analgesici benzodiazepine sonnifero. sonniferi calmanti sedativi ansiolitici zeiss sola galileo rodenstock torico torica toriche salmoiraghi viganò franchising segno prognostico follicolo papilla colorazione. istologica prodotto prodotti farmaceutici composizione. avvertenze precauzioni d'uso insufficienza cardiaca ipotensione. arteriosa prematuri retinopatia del prematuro cancerogeno cancerogenità mutagenicità del laser rischio rischi dosaggio iper ipo dermoide pneumotonometro tonometro a soffio pneumotonometria granuloma asportazione. paziente ammalato malato emicrania climatizzazione. aria condizionata climatizzatore le vitamine (A C E) integratori minerali come lo zinco il selenio la luteina e la zeaxantina occhiali di protezione. ricerca scoperta
Ishihara tavole matassine lacerazione. cribrosa lente lenti Lindau legamento macula madarosi Still Sturge Weber Vogt Koyanagi Von Hippel regione. sopraciliare manifestazioni manifestazione. oculare Marfan Mariotte melanosi miastenia Millard Moebius Morax axenfeld muscolo di Muller orbicolare costrittore dilatatore elevatore muscoli obliquo retto interno buy esterno neurofibromatosi novesina ramo ambliopia. oftalmoplegia pseudo ortoforico ortoforia ortoforica orzaiolo anatomia erisipela eritema lupus nefrite parassiti parassitosi parassita sifilide lue tubercolosi. panno tracoma placca placche policoria poliopia porpora visiva potere protanomalia protanopia punto sell prossimo rigidità pupillare radiazioni residui ialoide disinserzione. proliferante istologia settica angiosclerotica>br>albuminuria gravidica retiniti pigmentarie retrazione. rodopsina sacco lacrimale stafiloma di Scarpa schiascopia sclerite arteriosclerosi aterosclerosi seclusione. scopolamina
triherpine zovirax Idu disciforme dendritica infiltrato infiltrati sotto epiteliali dispensabile dispensabili nota 78 amaurosi leucocoria eucicliche prescrivibile prescrivibilità prontuario farmaceutico farmacopea indicazioni velatura ACTH acetilcolina online acutezza adrenalina ZINN anemia aneurismi microaneurismi aniseiconia anticoagulanti antisettici aplasia sensoriale sensi, Argyll Robertson arterie arteriografia arteria astringenti astringente Basedow Behcet Bes Bitot Bowen blefarofimosi Brucke muscolo canale di Schlemm capsula di tenone. cataratta traumatica cheratite filamentosa muco in fili megalocornea problemi affezioni delle ciglia circolazione. ferita ferite flora batterica pemfigo psoriasi catarrale trofismo coroide coroiditi corpi genicolati cranio ectopia dacriocistite. esone. ro aspergillus dermatologia dacrioadenite computer diatesi deuteroanomalia, diadete mellito disco di placido distichiasi Eales ectropion eczema emeralopia emianopsia laserterapia enoftalmo endoftalmite epifora Stargardt stanchezza eritropsia eterocromia facomatosi facodone. si fattori ambientali fibroplasia fibre mieliniche Acanthamoeba daltonismo albinismo fistola carotido cavernosa flemmone. fovea Foville Zeiss disciforme tumore glioma Groenouw Gunn Harada Graefe idrocefalo illuminazione. ipoema ipopion segno di Gunn simblefaron sinchisi adenomi ipofisari fessura sfenoidale sclera bleu embolia maschera graduata occhialini cloro piscina acido muriatico linfa vegetale erboristeria causticazione. farmacia rinfrescante acqua del rubinetto pediatrico pediatra pediatri chirurgia rifrattivo rifrattiva refrattiva refrazione. rifrazione. sfocamento sdoppiamento tariffa costo pagamento prestazione. medicina medicine lacrilens next alphagan relestat zaditen vistil hyabak siccafluid naxia alomide visuglican rossore irritazione. velato velata cortisone. cortisonici novesina okacin nettacin exocin emadine lasticom levostab. tilavist blu yal pranoflog voltaren tetramil luxomicina ketoftil lacrimart visumidriatic visumetazone. betabioptal flumetol flumetol antibiotico visucloben, noroxin flarex TSP videorelax macular azyr allergodil xantervit vitreoclar vitreoxigen lutein citophase doricum cloradex codrase dicloftil bendalina clarvisan pirfalin noroxin porto d'armi patente di guida concorsi pubblici. ospedale diplopia farmaco clamidia congiuntivite cronica ulcera corneale uveite ambliopia occhio pigro visione. pupilla palpebre sierosa sierosa centrale otticopatia trapianto cornea vernal. retinopatia emovitreo macchia messa a fuoco emicrania oftalmica maculopatia ptosi esoftalmo blefarite strabismo esotropia exotropia esoforia exoforia blefarite intervento trapianto di cornea cheratoplastica perforante emicrania oftalmica cefalea mal di testa occhiali occhiali da sole montature raggi ultravioletti raggi u.v. irritazione. antistaminici vasocostrittori stilla alfa tetramil imidazyl iridina 2 zaditen fastidio alla luce dolore ciglia trucco mascara matita spray acido candeggina sapone. detersivo. coloboma occhi rossi occhio rosso capillari velatura vene mare acqua sole flex scheggia ospedale clinica casa di cura bifocale progressivo bifocali progressivi leggere daltonico daltonismo oct edema maculare cheratocono Brimonidina e Apraclonidina agonisti adrenergici alfa-2 inibitori dell’anidrasi carbonica Dorzolamide e Brinzolamide pilocarpina trabecolato trabeculectomia neuropatia ottica Studi clinici storia familiare ipertensione. sistemica malattia cardiovascolare vitreoxigen vitreoclar genteal ocunet nettacin tetramil visustrin camomilla gonfiore pus eubetal pranoflog flarex dacriosol leucoma nubecola atropina visumidriatic Vistil Next Maxiven levostab livostin pensione. alphagan aspirina antibiotici antibiotico vitamina vitamine mirtilli mirtillo myoops mirtilene forte crono carota carote carotene antiossidante, antiossidanti ultravioletto ultravioletti luce frequenza lunghezza d'onda intensità intenso intensa filtro mascara eye liner fondotinta ipoallergenico ipoallergenici cipria ciprie occhiaia occhiaie ombretto ombretti sopracciglia sopracciglio struccanti polvere coenzima Q 10 bentifen mercurio ossido giallo azyr visulid indometacina indom cellufresh, neve freddo cellumed celluvisc hyabak blu gel blu yal blu sal timolabak lacrimart hypotears lacrifilm lacrilux lacrigel lacribase optitears lacrinorm viscotears Ialurex Hy-drop hyalistil Dropyal Vismed clarover Hydrabak carbopol polividone. alcool polivinilico acido ialuronico jaluronico poliacrilico. idrossimetilcellulosa metilcellulosa okacin siccafluid alfa stilla sindrome sjogren secchezza sabbia pietre polvere rosso arrossato epicanto strabico strabismo pediatria daltonismo fratello patente guida invalidità pensione. medicina legale assicurazione. assicurazioni bendalina clarvisan. betabioptal lavaggi lavaggio, tonometria fondo oculare fundus oculi visus naturale visus corretto lentine usa e getta lentine monouso lenti a contatto settimanali mensili gas permeabili rigide distacco di retina diabete ipertensione. antireumatici reumatismo terapie antireumatiche clorochina esenzione. ticket reddito malattia ipotonizzanti timololo rimborso betabloccanti betabloccante facomed alfaflor vistagan carteol carteololo betoptic betaxololo 0 50 0 25 % indaco gentacort Fotrec DHA formoftil miopia ipermetropia astigmatismo sci sciare autunno inverno miodesopsie corpi mobili vitreali vitreo retina sclera episclerite infiammazione. dolore lacrimazione. secrezione. infezione. presbiopia lacrime artificiali antibiotico antibiotici antiinfiammatori antiinfiammatorio epitelio disepitelizzazione. lasek lasik prk operazione. costo costi laser vista sdoppiamento corioretinite allergia allergie congiuntiva cristallino cornea retina sclera uvea accomodazione. occhiali per leggere vicino lontano televisione. . monitor computer terapia sfarfallio refresh frequenza doppio doppia visione. muscoli occhio innervazione. nervi nervo ottico ottici lac oct tumore tumori edema trauma acido alcali pomata oftalmica oftalmico pensulvit blefarite intolleranza occhi chiari iride iridectomia PDT verde indocianina primavera primaverile fluorangiografia. ospedali clinica cliniche reparto esame esami diagnosi diagnostici patogenesi patogenetico sintomo sintomi dentro fuori trichiasi epicanto pterigoide neutrofili eosinofili cellule epiteliali linfociti antinfiammatori FANS goccia gocce irritazione. blefarocalasi lifting chirurgia plastica estetica. Albergo delle salute Quarto monte di procida. bacoli lago patria giugliano qualiano villaricca Barano d'Ischia Casamicciola Terme Forio d'Ischia Ischia Porto/Ponte hotel Lacco Ameno Serrara Fontana donna uomo bambino salute benessere ministero assicurazione. legale centro centri dieta fumo alcool medicina chirurgia laser estetica, polizza test patente attrezzatura apparecchiatura software prezzo costo plastica crema contorno borse tremore prodotto prodotti agopuntura e omeopatia corsi giochi di luci luce fotofobia in vacanza sulla neve o ai caraibi in base alle condizioni meteo patologie che colpiscono il sesso maschile e sesso femminile Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia-Romagna Friuli-V. Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino A. Adige Umbria. Valle d'Aosta Veneto Italia cura a casa a domicilio assistenza lavoro professionali mutuo soccorso occhiali da sole silicone. lifting collagene acido mandelico piruvico glicolico salicilico peeling video terminale hard drusen soft drusen dispensati gratis scheda scuole specializzazione. : Allergologia ed Immunologia Genetica Medica Oncologia Anatomia Patologica Geriatria Ortopedia e Traumatologia Anestesia e Rianimazione. Ginecologia ed Ostetricia Otorinolaringoiatra Audiologia e Foniatria Ginecologia ed ostetrica Patologia Clinica Biochimica Clinica Igiene e Medicina Preventiva Pediatria Cardiochirurgia Malattie apparato respiratorio Pediatria Chirurgia dell'apparato digerente Malattie Infettive Psichiatria Chirurgia Generale Medicina del lavoro Psicologia Clinica Chirurgia Generale Medicina dello sport Radiodiagnostica Chirurgia Maxillo Facciale Medicina Fisica e Riabilitazione. Radioterapia Chirurgia Pediatrica Medicina Interna Reumatologia Chirurgia Plastica e Ricostruttiva Medicina Interna Urologia Chirurgia Toracica Medicina Legale Chirurgia Vascolare Medicina Nucleare Criminologia Clinica Microbiologia e Virologia Dermatologia Venereologica Nefrologia Ematologia Neurochirurgia Endocrinologia e Malattie del Ricambio Neurologia Farmacologia, Neuropsichiatria infantile Gastroenterologia ed endoscopia digestiva Oftalmologia rete web internet online on line occhi bianchi chiari scuri vasocostrittore fumo mariuana marjuana spinello cocaina e alterazioni della congiuntiva. lucidi lacrimosi gonfi rossi rosso schiarente sopraciglia e ciglia ombretto e mascara verdi azzurri occhiaie celesti, contorno arrossato matita piccoli grandi neri maquillage pallini ruga rughe cipria fondotinta lentiggini make up rosse sopracciglia botox botulino botulinica vitamina vitamine rimmel offerta primavera estate autunno inverno labbra e trucco occhi naturale naturali erboristeria cromoterapia cosmesi omeopatia corpo filler qualità. offerte ipoallergenici cosmetici cosmetico cosmetica cipria risalto ospedali e strutture ospedaliere mutua ASL vasocostrittori decongestionanti pronto soccorso ambulatorio farmacia farmacie vaccinazione. vaccinazioni informazione. gravidanza allattamento istruzioni per l'uso abuso igiene oculare CUP erbe prodotti di erboristeria sex linked pathology x-linked vedi inoltrecross linkage corneale acanthamoeba neo nei controllo iride pupilla costo costi disinfettante bialcool iridina alpha stilla imidazil tetramil L'oculistica (o oftalmologia oftalmoiatria) è la branca della medicina che si occupa di prevenzione. diagnosi e terapia delle malattie dell'occhio della misurazione. della vista e della correzione.
I sintomi possono scomparire senza alcuna cura, ma il
trattamento può aiutare ad aumentare la probabilità e la durata
delle remissioni.Gocce di lacrime artificiali o unguenti possono
essere un buon rimedi per i casi più leggeri. Gocce con piccolo
dosaggio di steroidi, come il prednisone, il fluorometholone o
il rimexolone. Le gocce con steroidi devono essere usate con
attenzione e la pressione del bulbo oculare deve essere misurata
regolarmente durante la terapia. Le Lenti a contatto morbide
curative proteggono la cornea dallo sfregamento con la palpebra
riducendo il numero e la gravità delle lesioni. La Ciclosporina
è una terapia sperimentale per la TSPK. È usata comunemente per
i trapianti dal momento che riduce la risposta del sistema
immunitario. Intervento chirurgico al laser, generalmente
sconsigliato. Chirurgia refrattivaDa Wikipedia, l'enciclopedia
libera.Vai a: Navigazione, cercaLa chirurgia refrattiva è una
tecnica chirurgica che viene usata per correggere, intervenendo
sulla cornea, i vizi refrattivi dovuti ad un difetto di
focalizzazione delle immagini sulla retina.Tali difetti possono
essere la miopia, l'ipermetropia e l'astigmatismo (a seconda che
l'immagine sia focalizzata davanti o dietro la retina o
sdoppiata). Questi difetti, la cui entità viene espressa in
diottrie e, nel caso dell'astigmatismo, anche da un asse che ne
indica l'orientamento, possono essere corretti ricorrendo a
diverse tipologie di intervento. La classificazione primaria è
tra chirurgia corneale e intraoculare.I suddetti difetti possono
essere normalmente corretti senza rischi con l'uso di occhiali e
lenti a contatto. L'intervento chirurgico è generalmente
consigliato solo quando tali strumenti non sono ben sopportati:
difetti forti, difetti molto sbilanciati tra un occhio e
l'altro, casi di intolleranza alle lenti, o attività lavorative
dove l'uso di lenti costituisca un problema (ad esempio
l'aviazione).Il valore del difetto viene misurato durante un
apposita visita, durante la quale il medico ottiene una serie di
dati per la corretta esecuzione dell'intervento dei quali i più
importanti sono: la misurazione della vista (cicloplegia), la
correzione refrattiva, la topografia corneale, lo spessore
corneale, il diametro pupillare.L'intervento è definitivo, ma
richiede un periodo di assestamento di qualche mese e non c'è
garanzia dell'ottenimento di una visione perfetta (10/10).
Sebbene la capacità visiva migliori sempre, talvolta può
permanere un piccolo residuo refrattivo. Nel caso il risultato
ottenuto non fosse soddisfacente, si può ricorrere ad un
intervento correttivo successivo ove possibile.Indice
[nascondi]1 Chirurgia refrattiva corneale 1.1 PRK 1.2 LASEK 1.3
LASIK 1.4 WG-PRK e WG-LASIK 1.5 Termocheratoplastica 1.6
Cheratotomia radiale 1.7 Epicheratoplastica 1.8 Anelli
intrastromali 2 Chirurgia refrattiva intraoculare 3 Bibliografia
[modifica] Chirurgia refrattiva cornealeLa correzione dei
difetti refrattivi avviene mediante un'ablazione del tessuto
corneale che rimodella la cornea in modo da creare una sorta di
lente biologica che corregge il difetto del paziente. Le
tecniche più moderne fanno uso di un laser controllato da
computer per limare la cornea con grande precisione.Questi
interventi sono poco invasivi e avvengono senza necessità di
degenza, in anestesia locale, con l'applicazione di collirio
anestetico. Il medico utilizza costantemente un microscopio
operatorio per osservare la cornea.Viene richiesta una buona
collaborazione da parte del paziente ed una corretta esecuzione
della terapia assegnata dal medico, sia pre che post operatoria.
Anche se semplice e di veloce esecuzione, si tratta pur sempre
di un intervento chirurgico e non deve essere sottovalutata la
sua importanza e soprattutto i possibili effetti
indesiderati.[modifica] PRKLa tecnica PRK (acronimo di
PhotoRefractive Keratectomy, fotocheratotomia refrattiva) è
efficacie su miopia e/o astigmatismo non troppo elevati. Si
utilizza il laser a eccimeri, che asporta i tessuti per
evaporazione con la precisione del micron.Il medico asporta
prima manualmente la parte superficiale della cornea, detta
epitelio, poi esegue il laser. Una volta finito applica una
lente a contatto protettiva che sarà tolta durante i successivi
controlli, quando l'epitelio si sarà riformato o quando il
medico lo riterrà opportuno.Effetti collaterali nei primi giorni
possono essere dolore, lacrimazione, senso di corpo estraneo,
fotofobia. Altri effetti temporanei ma più lenti a scomparire
possono essere ipermetropia dovuta all'eccessiva correzione, e
opacizzazione dovuta alla cicatrizzazione. Solo in rari casi la
cicatrizzazione può lasciare tracce permanenti che riducono la
qualità della vista.[modifica] LASEKLASEK (acronimo di LASer
Epithelial Keratomileusis, cheratomileusi laser epiteliale) è un
trattamento abbinato al PRK, che prevede la conservazione
dell'epitelio originale anziché la sua rimozione.L'epitelio
viene preservato con una soluzione chimica, sollevato ma non
completamente asportato, e ribaltato di lato. Quindi si applica
il laser come nel PRK, e infine si riporta l'epitelio nella sua
posizione originale, dove si risalda da solo (senza punti di
sutura). La lente a contatto protettiva si applica sopra
l'epitelio rimasto in buona parte intatto; non occorre quindi
attendere che si riformi da zero. È molto importante non urtare
o strofinare l'occhio per qualche giorno.[modifica] LASIKLa
tecnica LASIK (acronimo di LASer In situ Keratomileusis,
cheratomileusi laser in sito) è un trattamento misto abbinato al
laser ad eccimeri.Prima di applicare il laser, il chirurgo
rimuove un sottile strato di cornea usando un microcheratomo o
micropialla (laser o meccanico). Questa fetta di tessuto non
viene eliminata ma ribaltata di lato per creare un "flap"
corneale, una specie di sportello sotto il quale viene
effettuato il laser. La modellazione avviene quindi all'interno
della cornea, e promette risultati migliori per miopie elevate.
Al termine, lo strato di cornea viene riposizionato e si risalda
da solo (senza punti di sutura). È molto importante non urtare o
strofinare l'occhio per qualche giorno.Rispetto al PRK-LASEK, il
LASIK causa in genere meno fastidi e un recupero più veloce, ma
è una tecnica più invasiva nei confronti della cornea. In rari
casi, traumi possono causare dislocazione degli strati corneali
anche anni dopo l'intervento.[modifica] WG-PRK e WG-LASIKWG-PRK
(acronimo di Wavefront Guided PhotoRefractive Keratectomy,
fotocheratotomia refrattiva guidata da fronte d'onda) è un
termine molto recente che indica il trattamento PRK guidato da
una mappa aberrometrica dell'occhio del paziente. Discorso
analogo per il WG-LASIK. Sono anche detti laser di quarta
generazione, in cui non si tiene solo conto della refrazione
oculare ma più precisamente della mappa aberrometrica.[modifica]
TermocheratoplasticaDi recente introduzione, è utilizzata solo
nei casi di ipermetropia e astigmatismo, si serve di laser a
olmio che sfrutta l'effetto di contrazione termica. Analoga alla
PRK, ma è possibile una diminuzione della correzione ottenuta
col passare del tempo.[modifica] Cheratotomia radialeE' un
intervento già in uso dal 1977, che non si serve del laser, ma
del bisturi diamantato per modificare la curvatura della cornea.
Sebbene molti lo considerino superato, altri lo ritengono ancora
efficace in alcuni casi di miopie basse ed astigmatismo. Le sue
varianti sono la cheratotomia curva e trasversa, applicate
all'astigmatismo.[modifica] EpicheratoplasticaConsiste
nell'applicazione di una porzione di cornea proveniente da un
donatore, lavorata come se fosse una lente a contatto, sulla
cornea del paziente tramite sutura.[modifica] Anelli
intrastromaliSono segmenti semicircolari di materiale plastico
inseriti nello spessore della cornea (stroma), al fine di
modificarne la curvatura centrale. La particolarità di questo
intervento corneale è la reversibilità.[modifica] Chirurgia
refrattiva intraoculareComprende tecniche che prevedono
l'impianto di lenti correttive artificiali all'interno
dell'occhio, dietro o davanti all'iride, o addirittura la
sostituzione del cristallino naturale con uno artificiale. Sono
tecniche riservate a casi molto gravi e particolari, come
cristallino già affetto da cataratta precoce. Non sono poco
invasive come le tecniche corneali; espongono a tutte le
complicanze legate agli interventi che prevedono l'apertura del
bulbo.DacriocistiteDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Vai a:
Navigazione, cerca Questa voce di medicina è solo un abbozzo:
contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo:
non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici -
Leggi il disclaimer La dacriocistite è l'infiammazione del sacco
lacrimale il cui nome scientifico è DACRIO.E' possibile
distinguere varie forme di dacriocistite, che comprendonouna
forma neonatale, ovvero l'ostruzione congenita del dotto
lacrimale (chiamata dacriostenosi): il neonato presenta epifora,
edema palpebrale e fuoriuscita di pus dopo la spremitura del
sacco lacrimale. La patologia in genere è auto-risolutiva in 6
mesi, può tuttavia essere utile l'impiego di antibiotici e il
massaggio locale nella regione del sacco. negli adulti
l'infiammazione è causata, in genere, da pneumococchi o
streptococchi. una forma acuta, che consegue in genere
all'ostruzione del canale nasolacrimale. Il soggetto presenta
dolore nella regione del sacco lacrimale, arrossamento locale,
edema del tessuto, fuoriuscita di pus dopo la spremitura del
canale lacrimale. La terapia si fonda sull'uso di antibiotici,
locali e generali. una forma cronica, che in genere è
l'evoluzione di una dacriocistite acuta, la quale col passare
del tempo può portare al restringimento e all'occlusione delle
vie lacrimali. Il soggetto presenta epifora, che ne è il sintomo
principale, che si accompagna alla fuoriuscita di pus in seguito
alla compressione della regione del sacco. La terapia
antibiotica può rivelarsi insufficiente in questa forma di
dacriocistite, rendendo quindi necessario il ricorso alla
chirurgia. Il trattamento chirurgico prevede la creazione di una
comunicazione tra sacco lacrimale e meato nasale superiore,
permettendo il deflusso delle lacrime. Degenerazione maculare
senileDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione,
cercaQuesta voce sembra trattare lo stesso argomento della voce
degenerazione maculare. Contribuisci unendo i contenuti in una
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delle altre pagine da unire). Questa voce di medicina è solo un
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Wikipedia.La degenerazione maculare senile o DMS è una patologia
multifattoriale che colpisce la parte centrale della retina, in
zona maculare, ad andamento progressivo, che può portare alla
perdita completa ed irreversibile della visione centrale.Indice
[nascondi]1 Forme 1.1 DMS secca 1.2 DMS essudativa 2 Voci
correlate [modifica] FormeLa degenerazione si presenta in due
differenti forme:Secca o non essudativa Essudativa o
neurovascolare [modifica] DMS seccaComprende circa il 90% della
casistica di persone soggette a questa patologia.Le
caratteristiche peculiari:Assenza di edema maculare Drusen dure;
sulla zona maculare si formano depositi proteici e glicemici
dovuti al riassorbimento sanguigno. I bordi sono definiti. Non
sono presenti emorragie sotto retiniche [modifica] DMS
essudativaComprende circa il 10% della casistica patologica.Le
caratteristiche peculiari:Presenza significativa di edema
maculare Drusen molli; i depositi hanno diffusione spaziale
maggiore, con bordi indistinti. Il richiamo di vasi sanguigni,
legati all' ipossia derivante, tendono ad aumentarne l' entità.
Presenza frequente di emorragie sotto retiniche. DiottriaDa
Wikipedia, l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione, cerca
Questa voce di fisica è solo un abbozzo: contribuisci a
migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.La diottria è
l'unità di misura del potere di rifrazione di un sistema ottico
([m-1]). Esprime la capacità di un mezzo trasparente di
modificare l'andamento della luce. In ottica, è l'unità di
misura della potenza di una lente correttiva. Essa è uguale al
reciproco della distanza focale espressa in metri, di una lente
di un sistema ottico.[modifica] EsempioPer l'occhio umano, la
distanza focale è circa f(norm) = 17 mm. Un occhio miope ha la
stessa distanza focale di un occhio normale, ma, essendo più
lungo, ha bisogno di una maggiore distanza focale affinché i
raggi luminosi convergano sulla retina. Ad esempio, supponiamo
che sia un mm più lungo e che quindi abbia bisogno di una
distanza focale F = 18 mm.Volendo correggere il difetto di
vista, si dovrà utilizzare una lente divergente di distanza
focale f(corr).In un sistema di lenti composte è 1/F = 1/f(norm)
+ 1/f(corr)da cui1/f(corr) = 1/F - 1/f(norm) = -1/306 mm-1 = -0.0033
mm-1 = -3.3 m-1Cioè 1/f(corr) = -3.3 m-1 = -3.3 diottriePer una
correzione di tale miopia sarà quindi necessaria una lente
negativa (convessa) da 3.25 diottrie (poiché tipicamente le
lenti per la correzione di difetti refrattivi vengono misurate
in passi da 0.25).[modifica] Strumentazione di misuraLo
strumento ottico utilizzato per misurare il potere diottrico di
una singola lente è il frontifocometro.Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Diottria"Il
distacco della retina (Ablatio retinae) è una patologia
pericolosa dell'occhio che si presenta in seguito al
sollevamento della neuroretina dall'epitelio pigmentato. La
neuroretina (la componente retinica costituita dai fotorecettori
e tutte le cellule nervose che permettono la trasmissione del
segnale visivo)si trova adesa allo strato dell'epitelio
pigmentato che permette il passaggio di materiali di nutrimento
dalla sottostante coroide e permette la degradazione degli
elementi esterni dei fotorecettori.Le forze di trazione del
corpo vitreo sulla retina (in particolare in corrispondenza di
zone retiniche di minore resistenza (aree degenerative
regmatogene) inducono rotture della retina, quindi si accumula
liquido al di sotto della neuroretina che si solleva
dall'epitelio pigmentato.A seconda della patogenesi, si
distinguono diversi tipi di distacco di retina: a) Distacco di
retina regmatogeno (sec. a rotture da trazione vitreoretinica)
b) Distacco di retina post-traumatico c) Distacco di retina
trazionale (es. sec. a retinopatia diabetica proliferante) d)
Distacco di retina secondario (sieroso da neoformazione
sottoretinica)Se la retina con le sue cellule nervose e i suoi
fotorecettori non viene più nutrita tramite il contatto con
l'epitelio pigmentoso, si arriva già dopo 48 ore ad una perdita
funzionale parzialmente irreparabile delle porzioni di retina
colpite. La retina può essere nuovamente attaccata all'epitelio
pigmentoso tramite operazione. La capacità visiva della retina
coinvolta può migliorare a seconda del periodo di tempo in cui è
stata staccata. Senza operazione si incorre in un totale
distaccamento della retina e quindi nella cecità dell'occhio
coinvolto. A lungo termine subentra il rischio di Phthisis bulbi
e perciò di perdita dell'occhio.I primi campanelli d'allarme
sono la comparsa di lampi di luce (trazione del corpo vitreo) e
"visione di corpi volanti - miodesopsie" (dovuti alla
disorganizzazione del gel vitreale distaccato dalla parete
oculare). Un distaccamento della retina in avanzamento si
manifesta con una restrizione del campo visivo simile a quella
di un sipario e in caso di distacco della macula retinica anche
in una perdita fulminante della capacità di lettura dell'occhio
coinvolto.[modifica] PrevenzioneL'unica prevenzione è la visita
oc ulistica periodica, per il riconoscimento ed il follow up di
aree degenerative regmatogene che vanno, in determinati casi,
trattati con fotocoagulazione laser. Gli oculisti consigliano ai
gruppi a rischio (miopia elevata, lampi di luce o visione con
"mosche volanti") di evitare attività che comportino traumi o
bruschi movimenti del capo e dell'occhio.[modifica] Collegamenti
esterniEmianopsiaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Vai a:
Navigazione, cercaL'emianopsia è la perdita della vista in metà
del campo visivo. Si distinguono vari tipi di
emianopsie:emianopsia bitemporale (perdita del campo visivo
temporale per lesione mediana del chiasma ottico); emianopsia
binasale (perdita del campo visivo nasale per lesione bilaterale
ad entrambi i margini del chiasma ottico, estremamente rara);
emianopsie eteronime destra e sinistra (perdita del campo visivo
destro o sinistro per lesione, rispettivamente, del tratto
ottico di destra e di sinistra); emianopsie altitudinali
(perdita della metà superiore o inferiore del campo visivo per
lesione bilaterale delle radiazioni ottiche o della corteccia
visiva, quando le lesioni sono monolaterali si parla di
quadrantopsia ossia la perdita di un solo quadrante del campo
visivo). Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Emianopsia"IpovisioneDa
Wikipedia, l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione, cercaIndice
[nascondi]1 Definizione 2 Classificazione della visione ridotta
3 Anomalie associate 4 Metodi correttivi 4.1 Ridotta acuità
visiva 4.1.1 Ingrandimento della distanza relativa 4.1.2
Ingrandimento angolare 4.1.3 Ingrandimento di grandezza relativa
4.2 Ridotto campo visivo 5 Voci correlate [modifica]
DefinizioneL'ipovisione è un'alterazione dell'apparato visivo
umano che ha come risultato una acutezza visiva molto ridotta,
tale da avere profonde conseguenze sulla vita quotidiana. Può
essere causata da vari fattori congeniti o acquisiti.Il termine
ipovisione definisce in realtà disturbi della vista molto
diversi fra loro, che vanno dalla visione profondamente sfocata,
alla restrizione del campo visivo come se si guardasse il mondo
attraverso un tubo, alla presenza di macchie oscure che coprono
le immagini. Spesso l'ipovisione grave è un passaggio verso la
definitiva cecità.[modifica] Classificazione della visione
ridottaPer indicare il deficit visivo che porta ad avere una
visione ridotta esiste una classificazione specifica:La cecità o
amaurosi è definita totale quando l'occhio non percepisce
totalmente la luce La cecità funzionale è presente quando il
sistema visivo percepisce la luce, ma è incapace di rendere la
percezione delle forme. La cecità legale è presente quando la
percezione, inferiore ad 1/10, non permette l'autonomia del
soggetto, o quando l'estensione del campo visivo è inferiore ai
30°. l' ipovisione è definita da un angolo di campo visivo
superiore ai 30° e da una visione inferiore od uguale ai 3/10.
La collocazione in fascia d'età è definita statisticamente in un
range compreso tra i 65 e gli 84 anni.[modifica] Anomalie
associateL'ipovedente presenta una ridotta acuità visiva e
spaziale, associata generalmente ad una limitazione del campo
visivo. Le patologie che possono portare a questo deficit visivo
sono molteplici:Albinismo Ridotta acuità visiva centrale,
fotofobia per assenza di melanociti iridei e elevato errore
refrattivo. Diabete Riduzione dell'acuità centrale dovuta ad
edema retinico. Anomalie della cornea Essenzialmente il
cheratocono in stadio avanzato, opacità di superficie, leucomi.
Toxoplasmosi Associata alla corioretinite generata, si ha un
notevole calo dell'acuità visiva centrale. Retinite pigmentosa
L'atrofia dei recettori retinici deputati alla visione notturna
e periferica, i bastoncelli provocano una diminuzione sensibile
della visione notturna e del campo visivo. Degenerazione
maculare senile e giovanile A causa dello scotoma centrale che
si verifica in presenza di questa patologia, il visus decade
profondamente. Glaucoma Si può presentare una riduzione o del
campo visivo periferico o di quello centrale. [modifica] Metodi
correttiviNei casi di ipovisione lieve è possibile il
miglioramento della focalizzazione per lontano, applicando
anteriormente all'occhio un foro stenopeico, che riduce però
maggiormente il campo visivo. I metodi correttivi essenzialmente
utilizzati seguono due criteri principali:Ridotta acuità visiva,
si utilizzano ausili ottici e non ottici che forniscano un
ingrandimento. Riduzione del campo visivo, si utilizzano ausili
ottici che permettono un apparente ampliamento dell'angolo.
[modifica] Ridotta acuità visivaVengono utilizzati ausili
ingrandenti, capaci di aumentare la grandezza dell'immagine. Per
aumentare l'ingrandimento si agisce con tre metodologie
diverse:Ingrandimento della distanza relativa, attraverso ausili
ottici Ingrandimento angolare, attraverso ausili ottici
Ingrandimento di grandezza relativa, attraverso ausili non
ottici. [modifica] Ingrandimento della distanza
relativaQualsiasi oggetto osservato a minore distanza, crea
sulla retina un'immagine di dimensioni maggiori. Partendo da
questo presupposto, gli ausili ottici utilizzati in questa
metodologia sono essenzialmente lenti positive. L'ingrandimento
è dato dal rapporto tra le distanze di osservazione con e senza
ausilio.esempio: la distanza di osservazione è pari a 30 cm, con
l'ausilio a 3 cm. I=d/d' con d espresso in metri I=0,30/0,03=10X
Il potere diottrico necessario per creare questo ingrandimento è
dato dall'inverso della distanza espresso in metri. 1/d'
1/0,03=33,33DPer determinare l'ingrandimento necessario per
ottenere l'acuità visiva richiesta, è possibile rapportare
questa con l'abituale. esempio Acuità visiva abituale 2/10,
acuità visiva richiesta 4/10 I=4/2=2X[modifica] Ingrandimento
angolare Per approfondire, vedi la voce Telescopio.
L'ingrandimento angolare è dato dal rapporto tra i due angoli
sottesi dall'oggetto osservato e dalla relativa immagine fornita
dagli ausili ottici. I principali utilizzati sono:telescopio
galileiano telescopio kepleriano telescopio ad occhio d'ape Il
telescopio galileiano è un sistema ottico semplice, composto da
una lente anteriore, che funge da obiettivo positiva e da una
posteriore, che funge da oculare negativa. La lunghezza focale
dell'obiettivo deve essere pari a quella dell'oculare sommata
alla distanza. Da questo si evince che il potere diottrico della
lente negativa è decisamente superiore. I vantaggi sono nella
praticità dell'ausilio utilizzato, con la limitazione ad un
basso numero di ingrandimento.Il telescopio kepleriano si
differenzia da quello galileiano per la presenza di due lenti
entrambe positive, distanziate da una distanza pari alla somma
delle due lunghezze focali. Con questo ausilio si aumenta
notevolmente l'ingrandimento e la percezione periferica, anche
se l'immagine viene capovolta. La lunghezza dell'ausilio risulta
quindi maggiore rispetto al telescopio galileiano, per la
presenza di un prisma raddrizzatore dell'immagine.Il telescopio
ad occhio d'ape è composto da tre telescopi affiancati. Viene ad
aumentarsi notevolmente l'ingrandimento, ma si perde
essenzialmente nella focalizzazione dell'oggetto
osservato.[modifica] Ingrandimento di grandezza relativaConsiste
nel sovradimensionare l'oggetto considerato. Gli ausili non sono
ottici ma utilizzano strumentazioni capaci di rendere ingrandita
l'immagine attraverso un monitor.[modifica] Ridotto campo
visivoNei casi in cui si presenti una diminuzione nell'angolo
del campo visivo, bisogna considerare che gli ausili che
consentono di aumentarlo tendono a ridurre l'acuità visiva. I
sistemi utilizzati sono essenzialmente:telescopi invertiti
prismi specchi lenti anamorfiche Il telescopio invertito
generalmente utilizzato è quello galileiano visto in precedenza,
avente modesto ingrandimento.I prismi, solitamente a struttura
di Fresnel si applicano su un occhiale, aventi le basi
direzionate dallo stesso lato dell'anomalia, per stimolare zone
retiniche ancora funzionali.Gli specchi, o a riflessione totale
o semitrasparenti vengono posizionati dal lato opposto
dell'anomalia del campo visivo. Applicati anch'essi ad un
occhiale.Le lenti anamorfiche sono lenti oftalmiche cilindriche
accoppiate, capaci di comprimere la dimensione orizzontale
dell'oggetto esaminato, mantenendone inalterata l'altezzaLente a
contattoDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione,
cercaLe lenti a contatto sono piccole lenti che vengono poste a
contatto con gli occhi per correggere difetti di rifrazione.Presentano
molti vantaggi ma gli occhi di alcune persone non le tollerano
anche perché limitano la respirazione oculare. Lenti a
contattoIndice [nascondi]1 Cenni storici 2 Coefficiente di
permeabilità e trasmissibilità all'ossigeno 3 Tipi di lenti a
contatto 3.1 Lenti rigide 3.1.1 Lenti rigide non gas-permeabili
3.1.1.1 PMMA 3.1.2 Lenti rigide gas-permeabili 3.1.2.1 CAB
3.1.2.2 Copolimero di silossano 3.1.2.3 Fluoroacrilati 3.2 Lenti
morbide 3.2.1 Morbide non idrofile 3.2.2 Morbide idrofile 4
Manutenzione 4.1 Lenti rigide 4.1.1 Pulizia 4.1.2 Disinfezione
4.1.3 Risciacquo 4.1.4 Lubrificazione 5 Vantaggi delle lenti a
contatto rispetto agli occhiali 6 Bibliografia [modifica] Cenni
storici Adolf Fick, inventore delle lenti a contatto moderneLa
nascita della lente a contatto si fa risalire a Leonardo da
Vinci, che nel 1508 verificò che immergendo l'occhio in una
sfera contenente acqua, esisteva un continuo ottico fra la
superficie interna della sfera di vetro, e quella esterna della
cornea. Successivamente Cartesio, nel 1636 pubblica La
diottrica, in cui perfeziona l'idea di Leonardo, spiegando che
un tubo riempito d'acqua e appoggiato sulla cornea, avente una
lente all'estremità che sia perfettamente sovrapponibile alla
cornea stessa, annulla o riduce le anomalie refrattive
dell'occhio. Le lenti a contatto modernamente intese vanno fatte
risalire alle scoperte di A.E. Fick, E. Kalt, A.E. Muller,
rispettivamente in Svizzera, Francia e Germania. Queste lenti
erano in materiale vetroso, ad appoggio sulla sclera, di grande
diametro e mal sopportate fisiologicamente. Le prime lenti in
materiale plastico si devono a due ricercatori americani, Dallos
e Fleinbloom. I vantaggi rispetto al vetro sono immediati,
diminuendo notevolmente il peso. Le prime lenti a contatto
corneali rigide nascono nel 1950, aventi diametro inferiore a
quello corneale, progettate da Bier. Agli inizi degli anni '60
due ricercatori cecoslovacchi, Lim e Wichterle progettarono le
prime lenti a contatto in gel, le morbide.[modifica]
Coefficiente di permeabilità e trasmissibilità all'ossigenoIl
coefficiente di permeabilità è indicato col termine Dk, dove D è
è uguale al coefficiente di diffusione di un gas attraverso un
materiale e K il coefficiente di solubilità dello stesso. Questa
caratteristica, ovvero la capacità di un materiale a trasmettere
attraverso esso il gas, è fissa per ogni polimero, ma può
variare con la temperatura. Fattore di forte influenza nel
passaggio dell'ossigeno è anche lo spessore della lente presa in
esame. Una corretta valutazione della permeabilità non può
quindi non prescindere da esso. Per definire quindi l'esatto
apporto di ossigeno proveniente alla cornea con l'applicazione
di lenti a contatto, bisogna parlare di trasmissibilità
all'ossigeno, ovvero del valore Dk posto in relazione con lo
spessore l: Dk/l.[modifica] Tipi di lenti a contattoLe lenti a
contatto si suddividono correttamente in due grandi famiglie, in
base ai materiali utilizzati per la loro costruzione:lenti
rigide o polimeri vetrosi lenti morbide o polimeri gommosi
[modifica] Lenti rigideLe lenti a contatto rigide vengono
costruite sia con materiale non permeabile all'ossigeno che con
materiali permeabili.[modifica] Lenti rigide non
gas-permeabili[modifica] PMMAIl PMMA (polimetilmetacrilato) è
l'unico materiale non permeabile utilizzato. Si ottiene
dall'esterificazione dell'acido metacrilico con l'alcool
metilico. Questo materiale è stabile, duro, ha elevata qualità
ottica, non è attaccabile da enzimi organici ed è ben tollerato
dai tessuti coi quali viene a contatto. Per assenza di polarità,
non assorbe acqua e lega scarsamente con le sostanze contenute
nel film lacrimale, o lacrima.[modifica] Lenti rigide
gas-permeabiliConosciute commercialmente anche con il nome
erroneo di semi-rigide.[modifica] CABIl primo materiale
utilizzato per la loro costruzione fu il CAB (acetato butirrato
di cellulosa). Rispetto al PMMA viene ad incrementarsi la
flessibilità del polimero, ma viene a determinarsi anche
un'instabilità dimensionale che viene limitata aumentando lo
spessore della lente a contatto stessa. Aumentando lo spessore
diminuisce la trasmissibilità all'ossigeno.[modifica] Copolimero
di silossanoPer migliorare la permeabilità e trasmissibilità dei
materiali, al CAB è stato aggiunto un copolimero di silossano.
Il silossano è formato da un monomero di silicone, ossigeno ed
un radicale. Questo accorgimento ha permesso di aumentare la
trasmissibilità all'ossigeno, aumentando allo stesso tempo la
stabilità dimensionale.[modifica] FluoroacrilatiLe lenti rigide
gas-permeabili di ultima generazione vedono la scelta di
materiali fluorurati, che hanno portato a ridurre il
coefficiente di attrito fra palpebra e lente a contatto,
aumentando il comfort, diminuito la formazione di depositi
proteici, ridotto lo spessore mantenendo la stabilità
dimensionale, avendo maggiore durezza.[modifica] Lenti morbide
Lente a contatto morbida applicataLe lenti a contatto morbide
sono costruite con polimeri aventi la caratteristica fisica
della morbidezza. Sono distinti principalmente in materiali
idrofili e non idrofili.[modifica] Morbide non idrofileLenti al
silicone, presentano un alto valore di permeabilità
all'ossigeno, ma sono essenzialmente idrofobiche. Per ridurre
questa caratteristica deleteria nell'applicazione corneale si è
arrivati ad aggiungere HEMA (Idrossimetilmetacrilato), con
risultati non pienamente soddisfacenti.[modifica] Morbide
idrofileCommercialmente le più diffuse, sono costituite da
polimeri ad alta idrofilia, legate con quantità variabili di
acqua. La capacità di trasmettere ossigeno da questo tipo di
lenti dipende fondamentalmente dal suo livello di idratazione.
La trasmissibilità è comunque modesta, poiché lo spessore di
queste lenti influisce negativamente verso l'apporto di ossigeno
all'epitelio corneale. Le lenti morbide di ultima generazione,
in gel con media-alta idratazione, sopperisce a queste
limitazioni agendo proprio sugli spessori. Queste sono le lenti
disposable, o a cambio frequente, attualmente le più
commercializzate. Le lenti monouso permettono di eliminare il
rischio di accumulo di depositi. Vengono cambiate ogni giorno
(giornaliere) oppure esistono: quindicinali, o mensili (hanno
bisogno di manutenzione ordinaria, conservanti o
saponi).[modifica] ManutenzioneLa manutenzione della lente a
contatto ha lo scopo di mantenere integre nel tempo le
caratteristiche chimico-fisiche del materiale.[modifica] Lenti
rigideLa manutenzione ordinaria di queste lenti si divide in
diversi processi:Pulizia Disinfezione Risciacquo Lubrificazione
[modifica] PuliziaL'azione di pulizia è essenziale per la
rimozione dalla superficie della lente di muco e cosmetici, e
precede l'azione disinfettante della stessa. La presenza di
questi composti diminuisce l'effetto di disinfezione effettuato
posteriormente, diminuisce la bagnabilità del materiale ed il
comfort d'utilizzo.Gli agenti pulenti possono essere di natura
anionica, nonionica o anfotera. I secondi sono i tensioattivi
maggiormente utilizzati, per la loro caratteristica di
emulsionare i lipidi, solubilizzando i depositi e rimuovendo i
contaminanti presenti nella lacrima.[modifica] DisinfezioneL'azione
di disinfezione ha come scopo principale il prevenire uno stato
patologico iniziale proveniente da un agente eziologico presente
sulla superficie della lente a contatto.Le soluzioni utilizzate
per la disinfezione sono composte da uno o più antisettici,
quali il benzalconio, il thimerosal e la clorexidina, e da un
chelante, quale l' EDTA.[modifica] RisciacquoL'azione di
risciacquo ha la funzione di eliminare gli scarti provenienti
dall'azione di disinfezione, mantenere la bagnabilità della
superficie e svolgere ruolo di tampone, ovvero di mantenere il
livello del PH su valori neutri o lievemente basici (intervallo
PH=7,0/7,4). Le soluzioni utilizzate sono prevalentemente
saline.[modifica] LubrificazioneL'azione di lubrificazione è
necessaria per mantenere l' idrofilia del materiale,
essenzialmente idrofobo. L'azione di ricopertura del film
lacrimale protegge inoltre la superficie della lente durante
l'applicazione, prevenendo la trasmissione dalle dita di
depositi sebacei.I componenti maggiormente utilizzati come
agenti umettanti sono l' alcool polivinilico, l' ossido di
polietilene, l' idrossietilcellulosa e la metil-cellulosa.[modifica]
Vantaggi delle lenti a contatto rispetto agli occhialiRaffronto
lenti a contatto morbide e rigide. MORBIDE RIGIDE Bassa
ametropia Ametropia elevata Cornea regolare Cornea irregolare
Forte midriasi Richiesta di alta trasmissibilità all'ossigeno
Buona lacrimazione Scarsa lacrimazione Uso giornaliero saltuario
Uso giornaliero permanente Attività sportiva Uso sedentario
Assenza di patologia corneale Cheratocono Ipersensibilità alle
lenti rigide Scarsa visione con lenti morbide Astigmatismo
medio-basso Astigmatismo medio e alto OrtocheratologiaDa
Wikipedia, l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione, cerca Le
informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non
sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici - Leggi
il disclaimer Si dice ortocheratologia la correzione di alcuni
difetti visivi (ad esempio miopia ed astigmatismo) mediante
particolari lenti a contatto rigide che modificano la curvatura
della superficie corneale. Dato che la nuova forma acquisita
dall'occhio, seppur temporanea, può essere mantenuta anche per
più ore senza lenti, queste vengono solitamente indossate
durante la notte per evitare l'utilizzo di protesi quali
occhiali o lenti a contatto normali durante il giorno.In questo
senso l'ortocheratologia può essere considerata un'alternativa
all'operazione col laser, ma molto meno rischiosa in quanto è
possibile tornare alla situazione precedente l'adozione della
terapia semplicemente smettendo di mettere le lenti a contatto.L'ortocheratologia
moderna è tuttavia ancora relativamente giovane, quindi non se
ne conoscono con assoluta certezza tutti i possibili effetti
dannosi a lungo termine o le controindicazione, pertanto molti
esperti sono scettici al riguardo se non aperti detrattori.Lo
pterigio è una malattia della superficie dell'occhio determinata
da una esuberante crescita della congiuntiva sulla cornea. Si
differenza dalla pinguecola per la caratteristica di quest'ultima
di non invadere la cornea, particolarità tipica invece dello
pterigio.Tale patologia risulta molto lenta nella crescita e si
presenta con maggior frequenza negli adulti con più di 50 anni.
La compartecipazione di altre patologie locoregionali o
sistemiche non sembra esser rilevante. Nei paesi tropicali l'età
di comparsa è sensibilmente anticipata e si presenta
frequentemente in maniera bilaterale.Necessita di trattamento
chirurgico solamente quando determina alterazioni della capacità
visiva. Il trattamento post operatorio consiste in terapia
locale antibiotico-steroidea per un periodo di circa un mese. Il
ritorno alla vita sociale è immediato.SaccadeDa Wikipedia,
l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione, cerca Questa voce di
medicina è solo un abbozzo: contribuisci a migliorarla secondo
le convenzioni di Wikipedia. Le informazioni qui riportate hanno
solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni
né a consigli medici - Leggi il disclaimer La saccade è un
movimento brusco dell'occhio, che permette di spostare la
fissazione da un punto all'altro. Velocità molto elevata, sino a
400°/s con latenza di 0,2s. Maggiore è l'entità della saccade,
minore è la precisione nel movimento.Indice [nascondi]1 Origine
2 Manifestazione 3 Appartenenza 4 Voci correlate [modifica]
OrigineLe saccadi originano probabilmente dal lobo frontale
controlaterale della corteccia, nella zona ottico-motoria, area
VIII di Brodmann.[modifica] ManifestazioneDeputata al sistema
motorio oculare, la saccade viene generata attraverso alcuni
passaggi fissi:Oggetto individuato dall'apparato visivo
Valutazione della localizzazione spaziale rispetto alla fovea
Sospensione momentanea della percezione visiva Manifestazione
della saccade Verifica della posizione della fissazione Tonaca
fibrosaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione,
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