Prof. Dott. Alfredo Di Giovanni Oculista

Studio: NAPOLI: Via Luca Giordano (Vomero).

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-Oculistica generale

-Uveiti e malattie immunologiche dell'occhio.

-Congiuntiviti (allergiche, Infettive o da alterazione lacrimale) e infiammazioni della superficie oculare.

-Glaucoma.

-Laser per chirurgia rifrattiva.

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Il Prof. Alfredo Di Giovanni, oltre che di diagnostica di routine (visita oculistica, misurazione vista, tonometria, fondo oculare, etc.), si occupa di Chirurgia con laser ad eccimeri (correzione di miopia, ipermetropia e astigmatismo con Laser: PRK - LASIK - LASEK), crosslinking corneale per il trattamento del cheratocono, Glaucoma (visite e tests specifici per la diagnosi e la cura di questa patologia), Oftalmologia pediatrica (difetti visivi e strabismo nei bambini).
Il prof. Di Giovanni si interessa in modo altamente specialistico di Uveite, di complicazioni oculari in corso di malattie reumatiche e autoimmuni (m. di crohn, artrite reumatoide, psoriasi etc.), di terapia medica dell'esoftalmo tiroideo e di Patologia Corneo-Congiuntivale (diagnosi e cura delle infiammazioni interne dell'occhio, diagnosi e cura della congiuntivite allergica, infettiva e da alterazione del film lacrimale; diagnosi e cura delle patologie della Cornea; esami di laboratorio e strumentali per patologie della Cornea e della Congiuntiva di difficile diagnosi e terapia).
Il prof. Alfredo Di Giovanni, medico chirurgo specialista in Oculistica, e' docente presso l'Universita' del Molise e la Scuola di Specializzazione di Oculistica dell'Universita' di Ferrara.

 

Oculistica
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici –
Uno strumento usato in oculistica. Esame degli occhi tramite una lampada a fessura in una clinica oftalmologica.L'oculistica (o oftalmologia, oftalmoiatria) è la branca della medicina che si occupa di prevenzione, diagnosi e terapia delle malattie dell'occhio, della misurazione della vista e della correzione dei vizi refrattivi. Si tratta di una delle discipline mediche più antiche.

1 Storia
2 Malattie principali
3 Organizzazione

Storia
Già nel Codice di Hammurabi più di 3600 anni fa furono promulgate regolamentazioni per operazioni agli occhi - il medico doveva ottenere una retribuzione di 10 scicli per un'operazione ad esito positivo, mentre in caso di esito negativo gli sarebbero state tagliate le mani. All'epoca ellenistica risalgono sia i primi studi accurati dell'anatomia dell'occhio (in particolare ad opera di Erofilo da Calcedonia) che le prime operazioni di rimozioni della cataratta. Nel Medioevo il compito dell'oculista venne assunto dal cosiddetto "incisore della cataratta". Grazie ad un coltello speciale il cristallino opaco ("cataratta") veniva premuto dentro all'occhio. Johann Sebastian Bach morì in seguito ad un'operazione alla cataratta. Georg Friedrich Hndel sopravvisse alla sua prima operazione, ma rimase cieco per tutta la sua vita.

L'oculistica apparteneva inizialmente alla chirurgia e si è sviluppata solo nel corso del XVIII secolo, in particolare tuttavia nel XIX secolo come materia autonoma. Fino al XVIII secolo l'anatomia e la modalità di funzione dell'occhio era poco chiara. Solo a partire dal XIX secolo si scoprirono particolari grazie al frequente utilizzo del microscopio e sistematicamente utilizzabili per la terapia. nel 1800 Carl Gustav Himly coniò il termine oftalmologia, nello stesso anno Thomas Young descrisse l'astigmatismo.

Le prime cliniche furono aperte all'inizio del XIX secolo a Erfurt e Budapest. La prima cattedra di oftalmologia fu occupata da Georg Joseph Beer (1763-1821) che nel 1818 era diventato ordinario di oculistica a Vienna. Precedentemente vi aveva aperto nel 1813 la prima clinica universitaria per malati agli occhi.

La scoperta decisiva nel campo della diagnosi fu la scoperta dell'oftalmoscopio da parte di Hermann von Helmholtz (1821-1894) nel 1851 e la scoperta del perimetro da parte di Richard Frster (1825-1902). I passi decisivi per le operazioni agli occhi furono il trattamento operativo della cataratta da parte di Albrecht von Graefe (1828-1870), che è considerato il padre dell'oculistica e il primo trapianto di cornea (cheratoplastica) nel 1906 da parte di Eduard Zirm (1863-1944).

William Horatio Bates (1860-1931) ha scoperto un metodo alternativo, che consiste nel rilassare la mente. Non ha tuttavia formulato una tesi.

Negli ultimi decenni sono stati aggiunti processi sempre più nuovi nella diagnosi e nella terapia che hanno migliorato la comprensione delle malattie oculari, come anche il trattamento individuale. Specialmente l'esame della retina, che rappresenta l'elemento sensoriale attivo dell'organo visivo umano, ma che è ben nascosto nel cranio, ha fatto passi notevoli (p.e. tomografia a coerenza ottica).


Malattie principali
Intervento al muscolo extraoculare (qui al muscolo Inferior rectus) in un paziente affetto da strabismo.L'oculistica si occupa di malattie:

infiammazione della cornea o Cheratite;
glaucoma: subentra perlopiù con pressione oculare interna elevata (a rischio di cecità senza trattamento medico) ;
scotoma: riduzione del campo visivo (per cui la vista risulta cancellata in alcune aree) causata da lesioni delle vie ottiche dalla retina ai centri visivi corticali;
sindrome di Horner: tipica triade di miosi, ptosi e enoftalmo.
della retina:
daltonismo
emeralopia
degenerazione maculare
distacco della retina
Azoor (Acute zonal occult outer retinopathy/Retinopatia esterna occulta locale acuta)
retinite pigmentosa
Sindrome di Aicardi: Disfacimento del cervello, nel quale anche la retina è coinvolta.
del corpo vitreo:
Miodesopsie: Visione di corpi mobili
Sinchisi scintillante
Sollevamento del corpo vitreo: noto come distacco del corpo vitreo, ha come sintomo frequente la visione di corpi mobili.
della Cornea:
cheratocono: Distrofia corneale caratterizzata da un elevato astigmatismo irregolare che impedisce una buona visione. Spesso necessita del trapianto di cornea per essere trattato con successo
Xeroftalmia: Rientrano sotto questo termine i quadri clinici delle dislacrimie che provocano secchezza oculare. Tipica insieme alla xerostomia della sindrome di Sjogren
dell' Ottica e della refrazione:
Misurazione dell'acuità visiva e dei vizi refrattivi e loro correzione tramite la prescrizione di occhiali, lenti a contatto o mediante chirurgia refrattiva (es correzione della curvatura della cornea tramite laser ad eccimeri), oppure tramite la saldatura di particolari lenti a contatto sulla cornea tramite particolari strumenti
miopia
iperopia o ipermetropia
astigmatismo
ambliopia
anisometria o anisometropia
del cristallino:
lussazione del cristallino
cataratta: perdita di trasparenza del cristallino
afachia: assenza del cristallino
presbiopia
della mobilità oculare ( prevalentemente di competenza dell'ortottista ) :
sindrome di Brown
strabismo
paresi abducente
delle ciglia e della congiuntiva
Congiuntivite
Malattie sistemiche che possono ripercuotersi nell'occhio:
Arterite temporale (definita anche Morbus Horton o arteriite macrocellulare). Si tratta di una vasculite che può portare alla cecità.
diabete mellito: può rovinare quasi tutti i tessuti nell'occhio, più frequente però è la retinopatia diabetica.
Altre
Occhio secco
Occhio lacrimoso
Congiuntiviti
Congiuntivite allergica
Congiuntivite gigantopapillare
Congiuntivite di origine batterica
Congiuntivite di origine virale

Organizzazione
Gli oculisti in tutti i paesi del mondo sono organizzati in associazioni.


Bibliografia
Truc, H. e Valude, E. Nouveaux éléments d'ophtalmologie. Paris, Maloine, 1896.
Soggettario per i cataloghi delle biblioteche italiane. Firenze, Il cenacolo, 1956. Voce: Oculistica, rinvio da: Oftalmologia.
Superficie oculare: evidence based on anterior segment: periodico trimestrale di aggiornamento continuo in oftalmologia. Roma, I.N.C., 2007- .

Voci correlate
Transilluminazione sclerale
ortottica / ortottista
puntina
Estesiometria
Gonioscopia
Lagoftalmo
Dacriorinostomia



Miopia
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Miopia


Malattia rara
Codici di esenzione


La miopia è un'ametropia o un disturbo rifrattivo, a causa del quale i raggi luminosi non si focalizzano sulla retina ma davanti ad essa. La conseguenza pratica è che gli oggetti osservati tendono ad apparire sfocati, e la visione ottimale è limitata solo a quelli particolarmente vicini.


1 Classificazione della miopia
2 Cause
3 La visione del miope
4 Trattamento della miopia
5 Trattamenti alternativi


Classificazione della miopia
La miopia, come tutte le ametropie, si misura in diottrie: per la correzione si può ricorrere a lenti, grazie alle quali le immagini arrivano a fuoco sulla retina. Infatti, immaginiamo che la retina sia lo schermo sul quale arriva l'immagine proveniente da un proiettore. Nel miope l'immagine è come se risultasse sfocata sullo schermo, per cui è necessario spostare il fuoco all'indietro con un'opportuna regolazione, così che si riesca a vedere nitidamente.

La lente che permette di quantificare la miopia non è detto però che sia la lente che viene poi effettivamente prescritta, in quanto vengono effettuati piccoli aggiustamenti in base alle esigenze soggettive della persona e alla tipologia del mezzo correttivo (occhiali o lenti a contatto). Si consiglia, pertanto, una visita oculistica.


Cause
La miopia è dovuta generalmente a una lunghezza eccessiva del bulbo oculare. Un'altra causa può essere un'alterata curvatura delle superfici rifrattive dell'occhio. Nelle fasi iniziali e intermedie della cataratta oppure a seguito di alterazioni metaboliche si può manifestare miopia a seguito di alterazione dell'indice di rifrazione dei mezzi oculari, in particolare del cristallino.
Oltre a questa classificazione prevalentemente ottica possiamo citarne altre in base alla causa ereditaria oppure evolutiva.

La gravità della miopia si misura in diottrie (indicano il potere delle lenti correttive necessario a compensare il difetto): fino a -3.00 diottrie si tratta di miopia lieve e si considera un difetto visivo in un occhio altrimenti sano, da -3.00 a -6.00 diottrie si tratta di miopia media, mentre una miopia maggiore di -6.00 diottrie è considerata di grado elevato. Questa viene definita anche patologica, poiché vi è un maggiore rischio di patologie corioretiniche o oculari quali distacco della retina o glaucoma.


La visione del miope
I raggi luminosi che passano attraverso i mezzi ottici oculari (cornea, cristallino, ecc.) vengono messi a fuoco all'interno del bulbo oculare, ma davanti alla retina anziché sulla retina. La conseguenza è che il punto remoto, cioè il punto più lontano dell'occhio a cui vi è una visione nitida senza l'utilizzo di accomodazione, è posto ad una distanza finita rispetto all'infinito come invece avviene in un occhio senza difetti di vista, detto emmetrope. La distanza massima a cui un soggetto riesce a vedere nitidamente è inversamente proporzionale al grado della miopia. Ad esempio, un miope di -2.00 diottrie riesce a vedere nitidamente al massimo a 50 centimetri (ossia 1/2 metro) e non oltre. Invece, il soggetto miope sarà in grado di ottenere una messa a fuoco per punti ancora più vicini rispetto ad un soggetto emmetrope.


Trattamento della miopia
Al termine della correzione è preferibile l'utilizzo del termine più idoneo e adatto alle diverse richieste visive. La compensazione della miopia prevede l'utilizzo di lenti concave negative, che riportano il piano immagine sulla retina. Le lenti possono essere oftalmiche e quindi montate su occhiali oppure si possono utilizzare a contatto. La correzione della miopia può anche essere effettuata con tecniche chirurgiche, solitamente tramite laser, che modificano la curvatura della cornea, diminuendo il potere rifrattivo della cornea, compensando la miopia. Le tecniche più utilizzate sono la PRK e la LASIK. Altri trattamenti chirurgici in uso oggi sono gli impianti di lenti fachiche e la sostituzione del cristallino.


Trattamenti alternativi
Tra i metodi di compensazione possiamo citare anche le diverse tecniche per poter rilassare l'accomodazione, ma non correggere la miopia. Infatti, l'occhio può simulare una miopia funzionale. Questo avviene perché la miopia, spesso legata ad un intenso uso degli occhi a distanze ravvicinate (lettura, pc, lavoro) si ha una comorbilità con i deficit accomodativi quali inerzia, eccesso e spasmo. Diverse tecniche permettono di poter rilassare l'accomodazione. Tra di esse, a livello popolare, spicca il Metodo Bates e metodi ad esso ispirati che hanno dato risultati a lungo termine ma ancora non sono stati testati ed approvati dalla medicina ufficiale. Con questi metodi è possibile migliorare le capacità di visualizzazione e migliorare il riconoscimento in caso di immagini sfocate, incrementando l'acutezza visiva.


Ipermetropia
Astigmatismo

Collegamenti esterni per approfondire [modifica]
Agenzia Internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus
SOI, Società Oftalmologica Italiana
Guida video interventi laser , Associazione Difesa Della Vista
Categoria: Optometria |

Ipermetropia
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Ipermetropia

Malattia rara
Codici di esenzione
SSN italiano
Classificazione e risorse esterne
ICD-9-CM (EN) 367.0
ICD-10 (EN) H52.0
Sinonimi









Eponimi










L'ipermetropia è un'ametropia o condizione refrattiva nella quale i raggi provenienti dall'infinito si mettono a fuoco al di là della retina. Un certo grado d'ipermetropia può essere compensato grazie all'accomodazione. Se quest'ultima in relazione all'entità dell'ipermetropia non è sufficiente saranno necessarie lenti positive.

Indice [nascondi]
1 Cause
2 Sintomi
3 Terapia
4 Voci correlate
5 Collegamenti esterni



Cause [modifica]
Da un punto di vista ottico il bulbo oculare è troppo corto rispetto al potere refrattivo. L'ipermetrope può compensare la sua ametropia, ma ciò può avvenire solo per difetti di entità medio-bassa. La compensazione dell'ipermetropia dipende, inoltre, dal grado di accomodazione disponibile: è massimo in giovane età ma diminuisce con il passar degli anni. Questo spiega perché un certo grado d'ipermetropia da giovani venga compensato tranquillamente, mentre con l'avanzare dell'età va corretto con lenti oftalmiche sempre più forti.

Cause più rare dell'ipermetropia possono essere:

una riduzione della curvatura della cornea e/o del cristallino
un'eccessiva distanza tra cristallino e cornea
assenza del cristallino.

Sintomi [modifica]
L'ipermetrope può vedere gli oggetti all'infinito solo utilizzando il meccanismo dell'accomodazione e, per questa ragione, il suo muscolo ciliare non è mai completamente rilassato. I sintomi principali sono definiti astenopici (mal di testa, bruciore, lacrimazione, ecc.) e si manifestano specialmente nella visione da vicino, in conseguenza all'eccessivo uso dell'accomodazione (ipermetropia + visione da vicino), ad esempio il troppo studio. Solo in una fase più avanzata vi è un calo dell'acutezza visiva che si manifesta prima nella visione per vicino poi anche nella visione a distanza, quando l'accomodazione non è più in grado di compensare l'ipermetropia.


Terapia [modifica]
In funzione dell'esito degli esami condotti da parte di uno specialista, l'ipermetropia si può correggere con l'uso di occhiali o con lenti a contatto. Inoltre, valide tecniche alternative oggi in uso sono quelle chirurgiche: laser a eccimeri (PRK e LASIK) e, in casi particolari, la cheratoplastica conduttiva, l'impianto di lenti fachiche e la sostituzione del cristallino.


Voci correlate [modifica]
Miopia
Astigmatismo

Collegamenti esterni [modifica]
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Categorie nascoste: Stub medicina | Voci mancanti di fonti - medicina | Voci mancanti di fonti - maggio 2008

L'astigmatismo è un'ametropia o errore refrattivo in cui vi è una differente refrazione oculare lungo i diversi meridiani (esempio 180° e 90°). caratterizzato da un profilo corneale in cui un meridiano ha un potere maggiore rispetto al suo ortogonale. Otticamente l'astigmatismo causa due differenti linee di focalizzazione sulla retina, le quali causano una visione sfocata (o sdoppiata) a tutte le distanze. L'astigmatismo può essere associato a miopia, ipermetropia e presbiopia. La compensazione dell'astigmatismo prevede l'utilizzo di lenti oftalmiche astigmatiche o toriche, lenti a contatto o chirurgia refrattiva.

Il termine non è da confondere con l'astigmatismo dei fasci obliqui, un'aberrazione ottica.

Indice [nascondi]
1 Tipi di astigmatismo
1.1 Struttura
1.2 Orientamento
1.3 Focalizzazione
1.4 Grado
2 Epidemiologia
2.1 Sintomi
2.2 Test
3 Trattamento
4 Cause
5 Bibliografia
6 Voci correlate
7 Collegamenti esterni per approfondire



Tipi di astigmatismo [modifica]
Vi sono differenti tipi di classificazione dell'astigmatismo in base alle differenti variabili in esame.


Struttura [modifica]
Astigmatismo corneale, dovuto ad un'anomala curvatura della cornea
Astigmatismo interno o lenticolare, dovuto ad alterazioni dei mezzi diottrici interni all'occhio.

Orientamento [modifica]
L'astigmatismo viene classificato a seconda dell'orientamento del meridiano corneale più curvo, considerando un range di 30° rispetto al meridiano orizzontale o verticale:

Astigmatismo secondo regola, il più diffuso, nel quale il meridiano più curvo è quello verticale
Astigmatismo contro regola, nel quale il meridiano più curvo è quello orizzontale
Astigmatismo obliquo

Focalizzazione [modifica]
L'astigmatismo può essere classificato a seconda della posizione dei due fuochi rispetto alla retina:

Astigmatismo semplice, nel quale si ha solo astigmatismo. Un meridiano si focalizza sulla retina, mentre l'altro a seconda della posizione si può dividere in:
Astigmatismo miopico semplice
Astigmatismo ipermetropico semplice
Astigmatismo composto, in cui l'astigmatismo è associato ad una ametropia:
Astigmatismo miopico composto
Astigmatismo ipermetropico composto
Astigmatismo misto, in cui una focalina è miope e l'altra ipermetrope

Grado [modifica]
Il grado di astigmatismo si esprime in diottrie:

Astigmatismo debole/lieve: da 0 a 1 diottrie
Astigmatismo medio: da 1 a 2 diottrie
Astigmatismo forte/elevato: superiore a 2 diottrie

Epidemiologia [modifica]
Vi sono diversi studi che esaminano la diffusione di questa ametropia. I dati sono molto variabili rispetto alla popolazione in esame. In alcuni campioni come gli studenti si è stimato che circa un terzo (33%) della popolazione presenta astigmatismo. Va considerato comunque che il grado medio che si rileva di astigmatismo è circa 0.50-0.75 e solitamente si presenta in associazione con la miopia.


Sintomi [modifica]
A seconda del tipo di astigmatismo i sintomi possono essere molto differenti. Astigmatismi di grado lieve possono essere asintomatici oppure presentare sintomi derivanti dal continuo cambio di messa a fuoco (accomodazione) nel tentativo di ottenere un'immagine il più nitido possibile. Tali sintomi consistono in dolori ai bulbi oculari, dolori sull'arcata cigliare, cefalea, bruciore agli occhi, lacrimazione eccessiva. Astigmatismi di grado medio elevato presentano solitamente una visione sfuocata, sia nella visione per lontano che per vicino.


Test [modifica]
Ci sono numerosi test utilizzati da oculisti ed optometristi durante un esame visivo per diagnosticare e determinare precisamente un astigmatismo. La tabella di Snellen è utilizzata per quantificare l'acutezza visiva ridotta dall'astigmatismo. Il cheratometro o oftalmometro permette di misurare la curvatura anteriore della cornea nella sua zona centrale. Questo test è importantissimo poiché la maggior parte degli astigmatismi, soprattutto di grado medio e elevato, sono dovuti ad una cornea astigmatica. La topografia corneale permette di ottenere una mappatura punto per punto della curvatura della cornea. Questo test è importante nella contattologia e in chirurgia refrattiva. L'autorefrattometro o lo schiascopio permettono di ottenere una misura oggettiva (senza collaborazione del paziente) della componente astigmatica. Infine il test soggettivo della refrazione effettuato da un professionista della visione permette di ottenere con la collaborazione del paziente la corretta misura dell'astigmatismo.


Trattamento [modifica]
L'astigmatismo può essere corretto con l'uso di lenti oftalmiche cilindriche o toriche, oppure con lenti a contatto gas-permeabili o morbide. Anche l'astigmatismo può essere corretto tramite la chirurgia refrattiva. La compresenza di ametropie, il grado di astigmatismo, la salute oculare, lo stile di vita e altri fattori individuali contribuiscono a determinare la soluzione più idonea. L'astigmatismo è meno frequente rispetto alla miopia, per questo le lenti a contatto e le tecnologie apposite di chirurgia refrattiva per astigmatici sono comparsi solamente alla fine degli anni novanta.


Cause [modifica]
Un certo grado di astigmatismo corneale è fisiologico (mediamente 0.75) dovuto alla pressione palpebrale che genera un lieve appiattimento del profilo corneale. Tale astigmatismo è compensato in maniera uguale e contraria dai mezzi diottrici interni all'occhio in modo che non vi sia astigmatismo rifrattivo totale. L'astigmatismo di grado elevato è generalmente congenito e può subire delle lievi variazioni nel corso della vita. L'astigmatismo irregolare è successivo a modificazioni della cornea a seguito di traumi, lesioni e infezioni. Tra le cause funzionali è stata ipotizzata anche una postura errata, con conseguente inclinazione del capo, che è all'origine di astigmatismi obliqui o contro regola. Nell'età della presbiopia si riscontrano frequentemente astigmatismi lievi e contro regola.


Bibliografia [modifica]
Rossetti A., (2003), Manuale di optometria e contattologia, 2° Edizione, Zanichelli, Bologna
Grosvenor T.P., (2002), Primary care optometry 4th ed., Butterworth-Heinemann, Oxford

Voci correlate [modifica]
Ipermetropia
Miopia
Presbiopia
Cheratocono

Collegamenti esterni per approfondire [modifica]
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Categoria: Optometria

Cataratta
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Immagine della cataratta nell'occhio umanoLa cataratta è un processo di progressiva opacizzazione del cristallino legato a fenomeni di ossidazione delle proteine che lo costituiscono.

Si tratta di una patologia tipica della senescenza, ma può interessare anche età meno avanzate, specialmente se legata a fattori secondari (diabete, flogosi, cause iatrogene e congenite).
Il processo di opacizzazione può interessare il nucleo della lente, le porzioni corticali od entrambi; la forma "nucleare", frequentemente legata all'invecchiamento può, nelle fasi iniziali, determinare la comparsa di una refrazione miopica, a causa dell'aumento dell'indice di refrazione del nucleo stesso: capita spesso che il paziente presbite noti un effettivo miglioramento nella visione da vicino, al punto da riuscire, a volte, ad abbandonare l'uso di occhiali nella visione per vicino.
La cataratta totale rende praticamente ciechi ed è necessario intervenire chirurgicamente, sostituendo il cristallino opacizzato con una lente artificiale intra-oculare, posizionata dietro all'iride.

La visione oculare con la cataratta
L'intervento richiede sempre l'apertura chirurgica del bulbo, anche se l'ampiezza del taglio si è andata progressivamente riducendo negli anni, grazie anche alla produzione di cristallini artificiali espandibili, che vengono inseriti nell'occhio con un iniettore.
Diversamente dal tipo di intervento che si eseguiva anni fa, attualmente il nucleo del cristallino viene frantumato dal chirurgo mediante una sonda ad ultrasuoni ("facoemulsificatore"), il che ha comportato la riduzione dei tempi d'intervento; tuttavia, quanto più la cataratta è "matura" (ossia più è in fase avanzata), più il nucleo lenticolare diviene duro ed il chirurgo impiega più tempo nel processo di facoemulsificazione.





Altri progetti [modifica]
Commons
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Cataratta

Collegamenti esterni per approfondire [modifica]
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Iowa University-Usa
Categoria: Oftalmologia

Retina
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La rètina è la membrana più interna dell'occhio.

Con le sue cellule sensibili alle radiazioni luminose (fotorecettori), invia al cervello, attraverso il nervo ottico, le informazioni da interpretare. Tra le cellule che compongono la retina si devono ricordare: i coni, responsabili della visione a colori ma sensibili solo a luci piuttosto intense; e i bastoncelli, che sono particolarmente sensibili a basse intensità di luce ma non ai colori. I coni si suddividono in tre differenti tipologie responsabili della visione dei tre colori primari rosso, verde e blu (ovvero Red Green Blue). Pertanto i coni operano soprattutto in condizione di luce piena, mentre i bastoncelli permettono la visione anche quando la luce è scarsa.

Un fatto abbastanza curioso è la direzione della retina: i fotorecettori sono rivolti verso l'interno dell'occhio e non verso l'esterno, questo per evitare effetti di riflessione interna all'occhio stesso della luce che genererebbe riverberi nell'immagine percepita. Questo significa che la luce, prima di raggiungere un fotorecettore, deve attraversare tutti gli strati di cellule retiniche. La membrana presente posta dietro alla retina è molto ricca di melanina: ciò le permette di assorbire la luce incidente evitando ulteriormente proprio i fenomeni di riflessione.

I coni sono presenti maggiormente in una zona centrale della retina detta fòvea. Questa differente densità di fotorecettori è responsabile della visione nitida nel punto di fissazione e della visione sfumata e poco definita nella zona periferica del campo visivo.

Le cellule neurali presenti nella retina sono stratificate, a partire dai fotorecettori, in: cellule orizzontali, bipolari, amacrine e ganglionari; gli assoni di queste ultime formano il nervo ottico che si dipana a partire da una zona particolare detta papilla ottica, un'area in cui mancano i fotorecettori. Infatti, per ogni occhio esiste un punto in cui non si ha visione (la cosiddetta 'macchia cieca'). Le cellule orizzontali sono, invece, responsabili della comunicazione fra cellule dello stesso strato.

In generale a ogni cellula gangliare fanno capo più fotorecettori; nel caso dei fotorecettori presenti nella fòvea si ha una cellula gangliare ogni 1-5 coni o bastoncelli; nel caso dei fotorecettori a cui è dovuta la visione periferica si hanno molti più coni e bastoncelli per ogni cellula gangliare. Quindi, in questo caso l'informazione visiva è frutto di una mediazione di svarite attivazioni di molti fotorecettori.

L'esame per misurare lo spessore e per vedere la forma della retina (con una luce polarizzata) è la tomografia ottica a coerenza di fase (OCT).


Collegamenti esterni utili [modifica]
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Voci correlate [modifica]
Distacco di retina
Macula
Fondo oculare
Occlusione vascolare retinica
Atrofia girata
Categoria: Anatomia dell'occhio | [altre]
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Glaucoma (medicina)
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Glaucoma

Malattia rara
Codici di esenzione
SSN italiano
Classificazione e risorse esterne
ICD-9-CM (EN) 365
ICD-10 (EN) H40-H42
Sinonimi









Eponimi









I glaucomi sono un gruppo molto diversificato di malattie oculari, accomunate dalla presenza di un danno cronico e progressivo del nervo ottico, con alterazioni caratteristiche dell'aspetto della testa del nervo ottico, dello strato delle fibre nervose retiniche, anche in assenza di altre malattie oculari.

Sono malattie importanti poiché possono provocare lesioni non reversibili.

La più frequente forma di glaucoma (glaucoma primario ad angolo aperto) è per lo più asintomatica, e viene spesso riscontrata in occasione di una visita oculistica eseguita per altri motivi.

I meccanismi attraverso i quali si sviluppa un glaucoma, sono ancora in parte sconosciuti, ma sono stati individuati numerosi fattori di rischio, che si associano alla malattia, tra cui si segnalano in particolare: Pressione oculare elevata, età, familiarità, pachimetria corneale centrale, e fattori vascolari.

Indice [nascondi]
1 Pressione oculare elevata
2 Età
3 Familiarità
4 Terapia
5 Cause
6 Glaucoma primitivo
7 Collegamenti esterni



Pressione oculare elevata [modifica]
il primo tra i fattori di rischio che sono stati individuati. Non esiste un valore di pressione normale in assoluto, ed il livello di pressione a cui si possono manifestare i danni è variabile nei singoli individui. Prendendo in considerazione popolazioni di soggetti suddivise per valori di pressione oculare, la frequenza del glaucoma aumenta progressivamente nei gruppi di individui con pressioni oculari maggiori. Chi ha una pressione oculare sempre al di sotto di 18 mmHg ha un bassissimo rischio di sviluppare un glaucoma.

La pressione oculare rimane ancora uno dei fattori di rischio più importanti, e quello che si può correggere più efficacemente con le terapie.


Età [modifica]
La frequenza della malattia nella popolazione aumenta sensibilmente dopo i 40 anni di età e non si avvertono differenze tra un sesso e l'altro.


Familiarità [modifica]
Chi ha un parente di primo grado affetto dalla malattia, corre un rischio da 4 a 10 volte maggiore di manifestarla. Sono stati già individuati alcuni geni sicuramente legati alla comparsa del glaucoma.


Terapia [modifica]
La terapia può essere: medicinali da assumere a vita, parachirurgica (intervento al laser) oppure chirurgica. La prima è la più diffusa, mentre le ultime due sono tendenzialmente adottate solo per i casi più gravi. Di solito la terapia farmacologica è incentrata sulla somministrazione di appositi colliri mentre l'intervento consiste in una trabeculectomia (letteralmente: "taglio del trabecolato", che è il canale di fuoriuscita dell'umor acqueo). L'utilità della parachirurgica è limitata a pochi casi.

Le aree del campo visivo perse a causa dei danni provocati al nervo ottico non possono essere recuperate con nessuna delle tre terapie. La terapia ha funzione esclusivamente conservativa o preventiva nei confronti di un ulteriore danno della visione ed evitare la cecità. Tutte e tre le terapie hanno lo stesso scopo di facilitare il deflusso dell'umor acqueo dove si è creata un'ostruzione, rimuovendola se c'è, oppure nei punti in cui è più conveniente far defluire la produzione in eccesso di umor acqueo.

La terapia medica è basata essenzialmente sull'uso di colliri che hanno la funzione di ridurre la produzione di umor acqueo o aumentarne l'eliminazione; il capostipite è stato la pilocarpina, estratto da una pianta tropicale e noto fin dal 1870. Per circa un secolo è rimasto l'unico presidio ma oggi è poco usato a causa di alcuni fastidiosi effetti collaterali. Attualmente sono usati maggiormente i Betabloccanti, gli inibitori dell'anidrasi carbonica, gli alfa stimolanti e le prostaglandine con il capostipite Latanoprost, in commercio dal 1997.


Cause [modifica]
L'aumento del tono oculare può essere provocato da:

affezioni oculari in evoluzione;
alterazioni anatomiche.
Nei casi in cui il glaucoma fosse provocato da una delle cause sopra citate, si parla di glaucoma secondario, altrimenti si tratta di glaucoma primitivo.


Glaucoma primitivo [modifica]
Ci sono diverse specie di glaucoma primitivo:

glaucoma congenito
glaucoma ad angolo di filtrazione aperto
glaucoma cronico semplice
glaucoma giovanile
glaucoma da cortisone
glaucoma pigmentario
glaucoma ad angolo di filtrazione chiuso
glaucoma acuto
glaucoma subacuto
glaucoma cronico
glaucoma assoluto.

Collegamenti esterni [modifica]
IAPB Italia onlus Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità
Una panoramica sulle terapie per il glaucoma
Laser per Oftalmologia
Trattamento SLT per glaucoma ad angolo aperto
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Categoria: Malattie oftalmologiche

Strabismo
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Strabismo

Esempio di strabismo manifesto divergente dell'occhio sinistro, o exotropico
Malattia rara
Codici di esenzione
SSN italiano
Classificazione e risorse esterne
ICD-9-CM (EN) 378
ICD-10 (EN) H49 - H50
Sinonimi









Eponimi









Lo strabismo rappresenta una deviazione di allinemento degli assi visivi, causati da un malfunzionamento dei muscoli oculari estrinseci, con conseguente incapacità di rappresentazione binoculare a livello retinico.

Indice [nascondi]
1 Disparità di fissazione
2 Classificazione
2.1 Eteroforia
2.2 Eterotropia
2.3 Strabismo concomitante
2.3.1 Forme esotropiche
2.4 Strabismo paralitico
2.5 Strabismo di Venere
3 Bibliografia
4 Voci correlate
5 Collegamenti esterni



Disparità di fissazione [modifica]
Una deviazione oculare rappresenta una mancanza di orientamento della fovea (la zona centrale della retina responsabile della visione distinta) verso un oggetto, precludendo la peculiarità dell'allinemento ortoforico.

La disparità di fissazione è causata da una differenza nel processo di fissazione dei due occhi in convergenza. Quando questa disparità è compresa nell'area di Panum, ovvero in quella porzione di spazio in cui sussiste una tolleranza nel processo di convergenza, non si presentano deviazioni degli assi visivi; quando essa è, invece, superiore si manifesta eteroforia, ovvero una situazione di strabismo latente (eterotropia), con strabismo percepibile.


Classificazione [modifica]
Lo strabismo è classificabile in:

Eteroforia
Eterotropia
Inoltre, a seconda se lo strabismo sia divergente o concomitante si ha uno:

Strabismo concomitante, di cui esistono due forme:esotropia ed exotropia
Strabismo paralitico
Esiste poi il cosidetto pseudostrabismo: in questo caso il disturbo è solo apparente perché l'anomalia è data dalle palpebre e dalle orbite.


Eteroforia [modifica]
L'eteroforia (o strabismo latente) è rilevabile annullando il processo di fusione delle immagini; in questo caso non è per nulla compromessa la visione binoculare.


Eterotropia [modifica]
L'eterotropia (o strabismo manifesto) è la condizione in cui si ha la perdita della visione binoculare: un occhio appare deviato mentre l'altro è allineato con l'oggetto d'interesse.


Strabismo concomitante [modifica]

Forme esotropiche [modifica]
Esotropia essenziale infantile
Esotropia accomodativa
Esotropia sensoriale
Esotropia concomitante acuta

Strabismo paralitico [modifica]
Miastenia
Miopatia distiroidea
Sindrome da retrazione del bulbo oculare di Stiling-Turk-Duane
Sindrome della guaina del muscolo obliquo superiore di Brown

Strabismo di Venere [modifica]
L'origine dell'espressione "strabismo di Venere" deriva da quel piccolo e unico difetto che rese celebre Venere - dea della bellezza, dell'amore e della fertilità - come nel dipinto La Nascita di Venere di Botticelli (1483-1486 circa). Lo strabismo di Venere non fa parte della classica terminologia clinica, ma è un termine di uso popolare per descrivere una leggera forma di strabismo convergente, alquanto apprezzato come peculiarità estetica, che rende un bel volto ancor più attraente.


Bibliografia [modifica]
Marco Peduzzi, Manuale d'oculistica terza edizione, Milano, McGraw-Hill, 2004. ISBN 978-88-386-2389-9

Voci correlate [modifica]
Visione binoculare
Ortottica
Exoforia
Esotropia
Ambliopia

Collegamenti esterni [modifica]
Opuscolo informativo sullo strabismo dell'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus
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Degenerazione maculare
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La degenerazione maculare legata all'età (DMLE) o senile (AMD) è una patologia multifattoriale che colpisce la zona centrale della retina, detta macula. ad andamento progressivo e può portare alla perdita completa ed irreversibile della visione centrale.

Nei paesi industrializzati è la prima causa di ipovisione nei soggetti di et superiore ai 50 anni. Colpisce di solito a partire dai 60 anni e la sua frequenza aumenta nella popolazione all'aumentare dell'et. quasi sempre bilaterale.

Indice [nascondi]
1 Eziologia
2 Tipologie e sintomi
2.1 DMLE secca
2.2 DMS essudativa
3 Diagnosi
4 Trattamento
5 Voci correlate
6 Collegamenti esterni



Eziologia [modifica]
Le cause della malattia sembrano essere genetiche e legate all'ambiente. Il fumo è considerato un fattore di rischio grave, dose dipendente, mentre meno chiare e poco consistenti sono correlazioni con esposizione alla luce solare, ipertensione, obesità, chirurgia della cataratta. I fattori causali più importanti, tuttavia, non sono modificabili, primo tra tutti la predisposizione genetica, l'età e, infine, l'avere un fototipo "chiaro".


Tipologie e sintomi [modifica]
La malattia si presenta come una diminuzione della vista nella zona centrale del campo visivo e/o con una deformazione delle immagini che costituisce il sintomo premonitore più importante. Segno caratteristico della malattia sono le Drusen, macchie giallastre della retina che l'oculista rileva durante l'esame del fondo oculare, specie se di grandi dimensioni (> a 125 micron).

Si riconoscono due tipi di degenerazione maculare:

"secca" o non essudativa;
"umida" o essudativa o neovascolare.

DMLE secca [modifica]
Nella DMLE secca la perdita della vista è di solito graduale e dipende dall'estensione delle lesioni (drusen) a livello maculare. Non esiste alcun trattamento provato per questa forma; tuttavia, non tutti i pazienti vanno incontro ad una grave riduzione delle capacità visive.

Comprende circa il 90% della casistica di persone soggette a questa patologia.

Le caratteristiche peculiari:

Assenza di edema maculare
Drusen dure; sulla zona maculare si formano depositi proteici e glicemici dovuti al riassorbimento sanguigno. I bordi sono definiti.
Non sono presenti emorragie sottoretiniche

DMS essudativa [modifica]
Comprende circa il 10% della casistica patologica.

Le caratteristiche peculiari:

Presenza significativa di edema maculare
Drusen molli; i depositi hanno diffusione spaziale maggiore, con bordi indistinti. La proliferazione di vasi sanguigni, dovuta all'ipossia, tende ad aggravare il quadro clinico.
Presenza frequente di emorragie sotto retiniche.
Nella DMLE essudativa (forma "neovascolare") la vista è minacciata dalla formazione di membrane di nuovi vasi al di sotto della retina, a partenza dalla coroide, lo strato vascolarizzato compreso tra retina e sclera, in corrispondenza della macula. Le membrane neovascolari spesso tendono a sanguinare e/o a far trasudare liquido che si raccoglie sotto la retina. Se lasciate al loro destino le membrane neovascolari tendono a formare una grossa cicatrice al centro della retina, con conseguente calo della vista centrale.


Diagnosi [modifica]
Una visita oculistica non sempre è sufficiente per una corretta diagnosi.
Ci sono alcuni esami strumentali che l'oculista dovrebbe prescrivere per confermare la diagnosi e classificare la malattia. Gli accertamenti sono i seguenti: la tomografia a coerenza ottica, l'angiografia con fluoresceina (fluorangiografia) ed, eventualmente, anche con verde di indocianina.


Trattamento [modifica]
Ad oggi le possibilità terapeutiche sono svariate, anche se i risultati sono ancora modesti. La terapia fotodinamica, le iniezioni intravitreali di triamcinolone o di farmaci anti-angiogenetici (generalmente Lucentis,Macugen e Avastin) sono i trattamenti oggi disponibili sul mercato, che possono essere somministrati come monoterapia oppure in combinazione.


Voci correlate [modifica]
Ipovisione
Occhio
Retina

Collegamenti esterni [modifica]
Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus
Degenerazione Maculare: nuovi farmaci
La onlus dei pazienti con dms e glaucoma e dei medici oculisti
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